blasfemous reviewsspeciale Meeting Etichette indipendentimusic club #159febbraio 2006meglio tardi che m.e.i.Appendice al pregevole lavoro dei miei pregevoli colleghi due numeri or sono
(Music Club #157), mi appresto a concludere lo spazio delle recensioni con la mia parte di demo, quelle destinate al patibolo dell’inceneritore. Dovete sapere che nastro trasportatore fu lo striscione ormai dismesso dello stand di Music Club, sul quale ci siamo spartiti come al Consmari il contenuto del bidone destinato alla raccolta differenziata sonorità emergenti (leggi:
afflati prodotti da cotante e cotali sale prove di periferia, anche se pare andar molto di moda il fai da te stile “demo in camera mia”).

La spartizione dei pani e dei pesci è stata operata in virtù della manifattura delle copertine, e tutto quello che sembrava più – diciamo – “strano” è stato affidato alla mia comprensione, o meglio alla
fama di inceneritrice della Mise. Non indispettitevi: essere recensiti rappresenta pur sempre l’opportunità di essere giudicati da qualcuno che non è né la fidanzata (“Amore, i tuoi assoli mi fanno crescere i peli delle gambe. Corro dall’estetista”) o il vicino di casa (“Ecco che ricominciano i cani rabbiosi”), anche se a causa del cossiddetto “
gusto personale” è sempre difficile cercare di esprimere giudizi spassionati. Auguro almeno una buona dose di autocritica ed ironia nel leggere ciò che così tanto intimamente vi coinvolge. Proverò a cercare di essere per una volta magnanima e cercare di operare – ove possibile - quel lavoro di
“revisionismo” storico come fanno certi preti al cospetto della salma del delinquente: “In fondo era un brav’uomo”. Ringrazio a tal proposito la mia mano destra
Eva Evi per la preziosa collaborazione e per la sua virtù di moderatezza utile a compensare i miei ben noti toni.
de stra muntsenza titoloProdotto e registrato da Giacomo Agnifili in camera sua, Terni 2005Tracklist: 1. Sitting in the morning – 2. Idiot – 3. Here you are – 4. Nuke (the guitars).
Giacomo Agnifili: voci, basso, tastiere, programmazioni; Andrea Orsini: chitarre; Alessandra Caraffa: chitarre; Lorenzo Agnifili: pianoforte.

Bravi! Tenerissimi e promettenti, anche considerata l’età da brivido (classe 1985). Potrei definirli un
poutpurri di tutto-un-pop, dai
Radiohead ai
Placebo conditi di note struggenti stile
Christina Aguilera che si dimena in sottoveste in anguste location metropolitane… Il tentativo di distacco dai motivi ispiratori c’è e si sente, ma bisogna sperare che sfoghino presto questo tono malconcio come acne adolescenziale: facile esprimersi per temi disperati quando non si ha di meglio da dire. Molti dubbi sul
cantato “sfregnato” in ‘Nuke’ di Giacomo
“cercasi Tom York disperatamente”, ma lo perdono, sperando in una evoluzione stilistica di ben altro spessore. Grazie all’abuso di effettini e rumorini sperimentali, sempre graditi da queste parti, e plauso a (testualmente) ‘o Pampa per la minimal copertina dall’illustrazione tentacolare e psicoticologica… Mettetevi sotto cari, e fatemi sapere.
Contatti: Giacomo Agnifili (mail: giak85@virgilio.it)
La Mise
rosso magneticodovunque andrai Viva Music Project
CD Tracklist: 1. Di la dal mare – 2. Dovunque andrai – 3. Cosa vuoi da me (live studio demo) – 4. Supermag. - 5. Giulia (live studio demo) – 6. Fuggire da qui – 7. Nella notte (live studio demo) – 8. In questo cielo (live studio demo) – 9. Confuso (live studio demo). DVD Content: Dovunque andrai (video). Naldoni Luca: Voce e chitarra; Mazzanti Luca – Chitarra; Guizzardi Marco – Basso; Franceschini Matteo – Batteria.

Dalle stelle alle stalle. Cd audio + Dvd in
supporto effetto ciclostile che può vantare il fascino dell'
anacronismo. Peccato la scelta del carattere tipografico illegibile, con il logo del gruppo ancora meno leggibile. L'opportuna baseline mi aiuta a comprendere quel che mi si
ripropone poi similmente ai
peperoni dopo mezzanotte: “Band pop-rock Bologna”.
Niente popò di meno che pipì in questo
Luna Pop al
frullatore con tutte e quattro le
Vibrazioni (persino plagiati nel titolo di un pezzo, questo per aiutare i più tardivi di coccio, quelli che direbbero: "Mi ricordano un gruppo ma non mi viene il nome della canzone che è uguale"), con il nauseabondo risultato di
schizzi di cervella dappertutto dato dalla spremuta di meningi dei testi. Comunque dentro c’è di tutto:
Baglioni e
Ligabue legati insieme dal cartellino di certificazione D.O.P. di
conformità Cremoninesca, che affatto viene smentita durante la sollecitazione otrinolaringoiatra (simile ai ronzii che affliggono i miei poveri timpani da qualche mese) causata da qualche strenuo esperimento cacofonico. Il video: ovviamente il vestito del pezzo più brutto di tutta la demo (
suggerisco una defenestrazione più che un lancio vero e proprio nel mercato discografico), racconta la storia di una ragazza che perde un
ovulo. Favoloso il tentativo di copiare il video del cartone del latte dei
Blur, “Coffee & Tv”! I ragazzi sono aperti mentalmente, infatti è gia da qualche anno che guardano M-tv. Il filmato purtroppo si inceppa sul più bello.
infatti il dvd dei Rosso Magnetico si è smagnetizzato. La Mise consiglia: un corso di
dizione per mascherare certe brutalità labialo/dentali del tipo
Seta come Sorro; l'abolizione del maglioncino verde e l’anello alla prima falange indossato dal batterista, e la scritta Lonsdale che campeggia ovunque (non avevate mica lo sponsor? io mi farei dare qualche soldo), per non parlare della pessima trovata dello
specchio che spezza in due il campo visivo, così che non si vede bene
su cosa vi state dando da fare con le mani lì sotto tutti e quattro. Dimenticavo tra i plagi la intro di Boys don’t cry dei
Cure, bruti!
Contatti: Rosso Magnetico (mail: info@rossomagnetico.it ; sito internet: www.rossomagnetico.it) La Mise luca bertoncellisenza titoloTracklist: 1. Ribelle – 2. Mexico – 3. Esigenza – 4. Fuori i sogni – 5. Ritagli di cuore. Ci appare chiaro, ascoltandolo, come gli esseri umani anelino ad alte vette, tutti indistintamente, ma siano limitati per loro natura. Nonostante ciò, abbiamo il massimo rispetto per il lavoro di questo ragazzo. Diciamo che Bertoncelli sta ancora attraversando una fase sperimentale e prova ad esprimersi con diversi generi e in varie forme: musica folk messicana, canzonette stile anni ’60, stile cantautoriale e rock demenziale. Che altro dire? In occasioni come queste ci rendiamo conto di vivere in una democrazia. In altre epoche, probabilmente, il Bertoncelli non avrebbe fatto circolare impunemente le sue canzonette senza conseguenze. Come minimo sarebbe stato
internato in un gulag o tradotto a forza in una clinica psichiatrica e
lobotomizzato. Ma forse, ascoltando bene, si può dedurre che lo sia già di suo, lobotomizzato. Lasciamo quindi Luca Bertoncelli libero di fare quello che vuole, forse avrà persino un suo pubblico, composto da adolescenti brufolose, qualche sballatello di provincia o una vecchia zia rincoglionita, chi lo sa. Un consiglio. Continua per la tua strada, Luca, senza dare peso a chi ti critica.
Il tempo sarà il giudice più severo e veritiero.
Eva Evidirty jumbleDemo registrata il 02/11/2005Tracklist: 1. The bad world – 2. Non parlare – 3. Realtà virtuale – 4. Il muro.Errori a profusione già nel pack (parola grossa): lo sapete che poi
la Mise dalla penna rossa vi bacchetta. I riferimenti al sito sono sbagliati e come biglietto da visita non è poco.
The bad world: suvvia non esagerate!
Il mondo non è un granchè anche a causa vostra. Ancora una volta la gettonatissima Boys don’t cry dei
Cure nel ritornello in synth, mentre
Piero Pelù nelle intenzioni vocali
scade tosto in
dj Francesco. L’assolo ricorda un minestrone di generi che non sto ad elencare, mentre il ritornello oscilla da
Eric Clapton a
Sting stile
karaoke midi. Non parlare: non ti ascolto.
Se v’acchiappa Piero vi Pela. Avete mai pensato alle cover band? E’ più semplice e non rischiate cause legali (sempre che gliene freghi qualcosa a qualcuno).
Realtà virtuale: Il sospetto diventa realtà: quella che era l’
eco di El Diablo diventa
urlo accorato.
Il muro: Dopo aver passato in rassegna tutta la carriera dei Litfiba perché non inseguire il proprio idolo anche nella carriera da solista? E basta con queste
bambine in tutte le salse, con l’organetto diabolico in sottofondo. La voce comunque non dispiace, se solo potesse acquisire un po’ di autonomia dal conflitto irrisolto con i propri miti…
Contatti: Daniele (tmail: dirtyjumble@dirtyjumble.it; sito: www.dirtyjumble.it).
La Mise
eduardo de feliceechi di coscienzanapoli, 2005.Tracklist: 1. Come stai – 2. La soluzione – 3. In ogni giorno vissuto – 4. Echi di coscienza – 5. Noemi – 6. Amore unilaterale – 7. La mia dolce sconfitta.Testi, musiche e arrangiamenti di Eduardo de Felice e Gigi Tramontano. Missaggio effettuato da Guido Cusano c/o “La Saletta” – Napoli.

Non ci vuole un genio a capire cosa suona Eduardo de Felice. Questo disco non fa schifo,
anzi, è solo che quando avevo 3 anni la Mise Mamma tentò una volta di trascinarmi a vedere i concerti dei
Pooh ed io mi attaccai a
quattro di spade allo stipite della porta urlante come un gatto scuoiato vivo, perché certe sonorità proprio geneticamente non riesco a digerirle. Se amate il genere
Nino Buonocore che tende più ad un
Daniele Silvestri piuttosto che ad un
Gigi d’Alexis (in Dinasty sarebbe stato perfetto) con una Napoli accennata ma non troppo sbandierata anche se si sente, Eduardo fa per voi. Perfettissimo per Sanremo, anche se la Mise lo
zapperebbe (indendo zapping, non che gli auguro una carriera nel contado) dopo il primo mezzo ascolto. Ma non demordere! Eduardo fa tutto da solo, anche le copertine. “Copertina ideata e realizzata da Eduardo de Felice”. E’ uno che fa le cosine per bene, che cura i dettagli, tutto carino preciso. Il tutto non mi si confà ma voglio dire, sicuramente è quanto di meglio ho sentito e raccattato dal bidone. Il desiderio del cantautorato è forte, ce la puoi fare. Se rimani a Napoli andrai forte, ma se vuoi esportarti (cosa ci facevi al Mei?)
‘sto sentimental buonocore va spolpato e rimpolpato con qualcos’altro. Contatti (per matrimoni e piano bar): Eduardo de Felice (mail: alteredo81@fastwebnet.it; ). La Mise ex-tasy-projet (è scritto così)
senza titoloTracklist: 1. Traccia 1 – 2. Traccia 2 – 3. Traccia 3 – 4. Traccia 4 – 5. Traccia 5.Alzo gli occhi e
Kim Gordon mi guarda
ebete dalla finestra del balcone di Dirty chiedendosi
cosa diavolo abbia infestato le onde sonore dello stereo di casa mia. Ma ancor prima di sparare il laser contro i solchi digitali di un supporto scribacchiato dal marker a punta a scalpello che trasforma i
dati trascritti in geroglifici indecifrabili, vengo catturata da qualcosa di anomalo. Emuli
onomatopeicamente degli
XTC (stavo scherzando mister
Partridge) gli Ex-tasy Projet (
omaigod) esordiscono con lo
strafalcione. Ma sentiamo un po’ cosa il signor
LUCCIO (
salmoniforme marino o errore anagrafico?) ed il signor
REX (dopo la discesa degli unni nelle fiction, suggerirei un
Rintintin dal sapore più vintage) ci propongono. Minimo l’
apocalisse delle droghe sintetiche, ma forse non ci andiamo troppo lontani visto che il signor Luccio o Rex ha la voce (una
gran bella bella bella voce ma purtroppo) da
Francesco Fregna e suona come
Carmen Sconsolata. Testi epocali alla
Elio “La luna e le stelle dipinte nel blu, la sabbia è bagnata, lo sei anche tu” che mi ricordano anche il greco sulla spiaggia di Rapput di
Bisio.
Senza fiato e senza bronco, grazie del demo ma vi STRONCO. Non so se a forza di ascoltare robaccia che per
osmosi l’orecchio si ammalia, ma la Traccia 5 non mi è sembrata tanto male.
La Mise revolversenza titolo
Tracklist: 1. Traccia 1 – 2. Traccia 2 – 3. Traccia 3.

Esempio di ermetismo:
la recensione è gia nel nome del gruppo. Ma, attenzione: qualcosa trascende lo strasentito emocore prodotto da questo ex gruppo cover dei Rage (chi non ha mai fatto parte nella sua vita di un gruppo cover dei
R.A.T.M.?). Il cantato. O meglio: il
difetto di pronuncia meraviglioso di Frik, che mi scatena un brivido irresistibile, similmente provocato dal
rumore di digrignare di denti di forchetta su piano d’ardesia. “Spesso mi succede di senti
ve, l’indiffe
venza di uno sgua
vdo. A volte p
vopvio non capisco se la vita si
vipete, il mu
vo est
vemo del viaggio parallelo che sento di p
vova
ve…
FOTTEVE!” senza parlare del
tormentone chichesochisonochisochecheso che già
mi tormenta. “Ho visto mo
vi
ve dall’alto, emancipa
thione nas
chos
tha,
s-h-offeren-s-h-a che si esp-h-ande”. Effetti collaterali:
claustrofobia, vertigini, senso di oppressione, naso che cola.
Boh. Figata.
Contatti: Revolver (sito internet: www.re-volver.net)
La Mise
claudio molinari & affinimetronomo rotto (2005)
Tracklist: 1. Una fucilata (tre ipotesi) – 2. Tre pedate di gatto – 3. Fatti un film – 4. In un mattino che aspettava il giorno – 5. Fame di pane – 6. Armischio – 7. Strega – 8. Amore dentro i cassetti. Bonus tracks dalla soffitta: 9. Una giornata così – 10. Romagna e sangiovese – 11. Il giorno che volevi tu.Claudio Molinari: voce, chitarra. Gli affini: Stefano Stefanetti: chit. basso; Franco Ravagli: batteria; plus Stefano Guberti: sax. Tutte le canzoni sono di Claudio Molinari, eccetto Strega (C. Molinari – Vanni Landi); Romagna e Sangiovese (R. Casadei nonneavevamodubbi - T. Fariselli); Il giorno che volevi tu (Angelo Muratore). Registrato durante l’anno 2005, quasi sempre BUONA LA PRIMA, inclusi gli errori. Grazie ad Antonio Baruzzi pr il supporto e il computer (leggi sotto, n.d.r.), a Mauro “Galosa” Mariani per il prestito campanaccio (laprofessionalitàprimaditutto, n.d.r.), a Eliseo Asirelli per lontane ispirazioni (o aspirazioni?, n.d.r.).

Questo cd profuma di
strutto e
piadina, e di notti passate all’addiaccio a
smaltire la sbornia a braccetto col Passatore sul lungomare di Pinarella di Cervia.
Tutti i sensi coinvolti per questa demo,
tranne quello dell’udito: il disco è
illeggibile.
La Mise
feedbackstillSoundOnSoundTracklist: 1. Still – 2. Do Do Song – 3. Another Day – 4. Freedom.Francesca Ventura: vocals; Gianluca Chiarella: guitars; Danilo Chiarella: bass; Rino Zumbini: drums. Arranged by Paolo Scarpino & Feedback; Loops courtesy Spectrasonics. Photo by: M. de Carlo.

Costoro non imbustarono timidamente la loro demo nel cassonetto di MC, ma sfacciatamente – credo – hanno rifilato al
portaborse della Mise il loro supporto digitale, ritrovato insieme ai campioni di cd vintage della Sony (bellissimi ma con quale gusto dell’orrido si può emulare la bellezza del vinile su di un supporto tanto moderno e tanto triste?), e per questo li punisco con un bel resoconto non richiesto. Sorprendentemente dalla copertina, il risultato sonoro non è tanto male, il solito modernjazz molto
piacione, rigorosamente cantato in inglese; una voce straordinaria arricchita da riverberi gospel; prodotto sonoro ottimamente registrato ed arrangiato, a parte qualche orribile
eco da pianobar che riporta tutti bel belli nella mediocre realtà. Neo da sbellicarsi dalle risate e che tira giù di qualche punto la rece: ricordate il “Vorrei cantare insieme a te” della CocaCola che solo i vetusti come me ormai ricordano? Che qualcuno di costoro vanti
natali nel coro della parrocchia non ne avevamo dubbi, ma di questi quattro pezzi (pazzi) l’ultimo fa veramente venire voglia di buttare nel cesso anche quel poco di buono che prima s’era ascoltato. (Forse) ottimo; ma non per la Mise. Inspirations:
Jefferson 5,
Whitney Huston,
Dee Dee Bridgewater,
Cristina d’Av…. hem. Note sulla copertina: terribile. Motivi grafici tipo circuiti informatici con tentativo di emulazione atmosfera
scale mobili alla Joy Division di Anton Corbjin (senza parlare del
titolo del disco), effetto di sicuro
non volutamente ricercato. La signorina usignolo
Francesca Ventura sembra
Gina Lollobrigida, che fa tanto
Delta V, ma a quanto pare è proprio vero che
l’abito non fa il monaco.
Contatti: Centro Metropolis (e-mail: info@soundonsound.it; on-line distribution: www.musikup.it).La Mise eL KemEjA …le radici del nostro mondoRegistrato dagli eL KemEjA tra aprile e maggio 2005Tracklist: 1. Oltre l’orizzonte - 2. (Non sono più)… nudo e solo - 3. Nel silenzio - 4. Araba fenice.
Leo De Lorenzis: voce, chitarra ritmica; Vito Pepe: chitarra solista, cori; Francesco “Cecco” Colossi: basso; Filippo Armenise: batteria.

Sono imbarazzata. Il primo pezzo è talmente inutile che
dimentico automaticamente tutte le note non appena ascoltate e non riesco neanche a capire il genere. Al terzo pezzo percepisco la solita aspirazione al
Peluato che galleggia in un pop rock pesantone dai testi impegnati. La chitarra ricorda (
mi esprimo per analogie onde tentare l’inspiegabile)
Ligabue, gli assoli i
Guns’n’Roses di uno
Slash al rallentatore, e non vado oltre perché preferisco nettamente dedicarmi all’ assolo dei sorrisi di mia nipote (solo per oggi consulente speciale della Mise) che sono molto più originali… bambina, ascolta e non imparare!
Contatti: sito internet: www.elkemeja.com; e-mail: info@elkemeja.com.
La Mise khaossia (Ethno Ensemble Salentina) & the buskers (Irish traditional ceili band)demoTracklist KHAOSSIA “La notte della Taranta 2005” Live a Corigliano : 1. Mara l’acqua e Tambureddu miu - 2. Antidotum Tarantulae e Tarantella - 3. Pizzica di San Vito dei Normanni - 4. Lu sule calau. - 5. Sutt’acqua e sutta lentu. - 6. Kalinifta. Tracklist THE BUSKERS: 6. Oro se da beata ‘bhaile - 8. Down the broom + Lucky in love - 9. Siuil a ruin - 10. The wild rover.
Le streghe esistono. Urla strazianti da parte di una eletta al rogo, con tanto di partecipazione in presa diretta del volgo che brama l’odore di carne alla brace della
sagra degli arrosticini. That’s folk, at all! Tarantella, flauti tamburelli e danze, testi antichi dal sapore incompreso della tradizione orale: vien voglia di fare un bel
taglio col presente esistenziale, smettere le giacche di pelle per indossare generosi gonnelloni da tzigana con la
treccia d'aglio al collo al posto delle pins. Ma dopo l’orgia del banchetto, sale un pò il nervoso della festa tanta e per forza, e dei noti ritornelli che da generazioni si trascinano per le piazze ed i finti raduni celtici. Ragazzi, dico pure a voi:
cosa ci facevate al Mei? Un po’ di respiro con i
The Buskers, finchè non scopro che la strega urlante è la stessa, ma che il registro stilistico è cambiato: ora non si danza più in piazza ma si chitarra davanti al fuoco con qualche
bongoloide incallito. Lingua incomprensibile, ascolto interessante per chi è in cerca del passato, ma l’assoluta mancanza di originalità persiste, se di originalità abbiamo bisogno… ma no, forse a mancare è un senso.
Contatti: Luca Congedo (sito internet: www.khaossia.too.it, www.thebuskers.it; e-mail: khaossia@virgilio.it, thebuskers@virgilio.it). La Mise reverse anglemedusaTracklist: 1. Medusa - 2. Lady - 3. Bad inside.

Copiaticcio new metal da parte di indecisi sul chi copiare: da
Fred Durst ai
Deftones, passando per il cammino iniziatico della pioggia di sangue (come se potessimo distinguerla dall’acqua) degli
Slayer in chiusura di un brano. Massima aspirazione:
Dark Tranquillity. Esiti: provate con qualcos’altro. Ah ecco chi mancava all’appello! Me lo ricorda Adry leggendo il suo account e.mail.
Contatti: Reverse angle (e-mail: adry_metallica900@hotmail.com)La Mise francesco garoiaperformed somethingsognato, suonato e registrato completamente in Camera Mia, alcuni pezzi tempo fa, altri recentemente. Masterizzato da federico allo studio 73 di Ravenna, nella primavera del 2005. La lirica del pezzo 5 è ispirata ad una poesia di Mauro Bertozzi; ringrazio tutti coloro che mi hanno aiutato e tutti coloro a cui mi sono ispirato. Vogliatevi beneTracklist: 1. I need to think – 2. Performed something – 3. Another hollow War – 4. Rainy days - 5. I can see her - 6. Tele-visions break my mind – 7. Silence now – 8. A giddy collapse – 9. Peaceful moment? "Cosa voglio fare di queso progetto? Non ne ho assolutamente idea... Mi sono semplicemente ritrovato a vent'anni con la passione della musica fai-da-te-in-casa-come-vuoi e con l'astio più assoluto verso le discoteche, le radio (?!?, n.d.r.), i programmi musicali televisivi che non danno molto spazio all'attività celebrale (per fortuna! n.d.r.). Mi sono ritrovato, quando il tipico ventenne pieno di vita va a ballare l'house, a chiudermi in camera mia e sfogarmi sul mio povero quattro piste. Ecco cos'è questo demo! Un semplice sfogo, un puro bisogno di suonare per sentirsi meglio! Un'auto realizzazione! E via dicendo... ora, la cosa che più m'importa è farlo sentire un pò in giro, a gente nuova, che magari mi chieda collaborazioni o mi sostenga in qualche modo, mi di asuggerimenti, non saprei! Io mando, non pretendo nulla, poi si vedrà... Francesco"

Schifiltosamente mi appresto ad ascoltare lo “sfogo”, piena di malevoli propositi nei confronti di un pessimo involucro e di una penosa presentazione. Ma… ohibò: il ragazzo si sfoga, sì, ma non è malaccio, mentre dipinge con dolore romantico le sue note. Una sorta di
Lord Byron della pianura padana, che invece di rimirare la spuma biancheggiante del noto scoglio ritratto da Friedrich, perde lo sguardo nell’orizzonte degli scarichi industriali delle raffinerie di Ravenna. Il succo è lo stesso. Il viaggio pindarico inizia con
I need to think: ricorda vagamente
Nina Nastasia soprattutto per lo strano timbro femminile di questa vocina tenera.
Un futuro da Farinelli?
Performed something: chitarre piene e
lussureggianti di verde pisello. La registrazione “in camera mia” qui si sente, anche la batteria elettronica e tutti gli effettacci. Un pò démodé la distorsione continua, ma il pezzo è carino da ascoltare. Definisco il suo genere sicuramente come:
new-rock-emo-rock-post-punk-rock. Gli accordi fraseggiano efficacemente al posto della voce.
Another hollow war: l'inglese in quanto a pronuncia va perfezionato a qualche istituto anglofono, si sente parecchio! Rispuntano strane voci femminili, ma c'è una corista? Dimmi che non sei tu, o almeno non fare la figura da
Justin Timberlake ti prego!
Rainy days: I
Sonic Youth dietro l'angolo.
Tele-visions break my mind: un campionamento telegiornalistico introduce questo pezzo costruito dalla tristezza su di un ordito di buona tecnica, che prosegue in sordina per tutta la durata del pezzo, ripetitivo ma interessante. Gustosa anche l'outro di mancata sintonia canale, stupido espediente che funziona.
Silence now: al quinto pezzo le chitarre ed i languidicismi diventano un pò pesanti da reggere, ma l’ascolto è molto dolce, tengo botta. Prodotto molto americano. Gli piaceranno senz'altro i
Pearl Jam, gli
Alice in Chains e compagnia bella… anche se noto una forte analogia anche con i nordeuropei
Motorpsycho di "In the family" o "Stalemate". Consiglio come a tutti di dimenticare il passato e cercare una solida espressione autonoma. Complessivamente,
la Mise eroga una confotevole pacca sulla spalla. Note di effimero estetismo:
le sculture di babbo Franco non sono male, ma malissimo vestono il tuo prodotto. La copertina è orribile, è un peccato!
Contatti: Francesco Garoia (sito internet: www.francesco-garoia.tk; e-mail: francesco.garoia@libero.it).
La Mise
arie o
gliariecenni da basiliscoTracklist 1. Interno 13 - 2. Nuovi confini - 3. Il vero scopo della luna - 4. Un vero artista - 5. Vivere senza ragione - 6. Dacci ora un grande si - 7. La ronca di Sam - 8. Nma... - 9. Si sente una...

La voce è
brutta i testi
peggio, la musica il solito popbarrarock, non so che cercano. Niente mi incurosisce o mi trattiene dall'ascoltare più di quanto necessario. Spulcio nel sito web nella sezione "recensioni" - che mai e poi mai annovererà questa mia – e la trovo zeppa di osservazioni gratificanti nei confronti di questo prodotto musicale “condito di armonia, melodicità, capacità compositiva e testi importanti”. Ma c’è un fanalino di coda che sottolinea “la assoluta mancanza di originalità”.
La Mise non è un orso per partito preso. Il webmaster è un pigrone o non fate date dal 2004?
Contatti: Ivan Romano ( sito internet: www. arieweb.it; e-mail: arie@arieweb.it)
La Mise
pavicanteo recordsTracklist 1. Summer ‘98 - 2. Death alley driver.
Chris Catena: voce; Aleks Ferrara: basso; Lorenzo Antonelli: tastiere; Marko Pavic: chitarra; Daniel Flores: batteria.Marko Pavic da Belgrado, dopo essersi trasferito a Roma ed aver creato
una sua band (dal nome assolutamente fantasioso: Pavic) invia una demo con due pezzi tratti dal suo primo LP,
“Taste some liberty”. Il suo lavoro, pur essendo ben fatto, non sembra essere portatore di nessuna novità nel panorama musicale internazionale. Il ragazzo, però, è giovane e questo è il primo disco, che potrebbe essere definito di formazione. Leggendo la biografia, si apprende che fra le band preferite del serbo ci sono i
Deep Purple, i
Rainbow e gli
Europe. Possiamo aggiungere solo questo: questi celebri gruppi gli piacciono talmente tanto, ma talmente tanto, da essere riuscito a comporre delle canzoni
perfettamente identiche alle loro! E non si è fermato qui: infatti,
Kee Marcello degli Europe è uno dei guest musician del disco. E bravo Marko il fan!
Riuscirà un giorno a sostituire i suoi idoli con se stesso?Contatti: Pavic (sito internet: www.markopavic.com). Eva Evi
layherFoggia, 2001Tracklist: 1. Traccia 1.Antonio Conte: voce solista; Marco Pignatiello: basso e cori; Fabio Falco: chitarre; Oreste Padalino: batteria e percussioni; Marco Ferrandino: chitarra e cori.Esperienze musicali: oltre 300 serate live tra piazze, pub, locali, discoteche, festivals e concorsi. Miglior inedito al Biccari Rock Festival nel 2002; Miglior inedito al First Sound 2004; Primo classificato al Rocchetta In Rock 2005; ospiti al Premio Augusto Daolio 2001 e 2005; partecipazione a Spazio Giovani 2005; spalla agli Extra (P.F.M., Equipe 84 e New Trolls); spalla ad Enrico Capuano e Tammuriata Rock; spalla ai Buscaya e Big Band Orchestra; registrazione di tre brani inediti nel 2003; registrazione di 2 brani inediti ‘demo’ a Roma presso gli studi di Enrico Capuano; registrazione del primo disco da ultimare entro Gennaio 2006; gruppo tra i vincitori di Sanremo Rock 2005.Il CD dei Layher contiene, contrariamente a quello che c’è scritto in copertina, un solo brano e non due. Già questo non è una buona presentazione, ma purtoppo siamo in
Italia, il paese dove
le parole, anche quelle scritte, hanno un valore puramente simbolico. Il pezzo si inserisce a buon diritto nel filone delle canzoni melodiche italiane (non si capisce perché al gruppo sia stato dato quel nome criptico invece di uno tipo “gli sdolcinati” o “i maladi d’amore”). La cosa più bella della canzone contenuta nel CD sta nel
sollievo che si prova un attimo dopo la sua fine, quando si ringrazia il cielo che non sia durata un attimo di più e i Layher non abbiano mandato un intero LP. Ci sentiamo di consigliare caldamente i Layher a chi soffre d’insonnia per addormentarsi o a chi non possiede un cane da guardia, per mettere la loro musica nell’antifurto per
spaventare i ladri. I Layher da Foggia dimostrano però una notevole dose di coraggio (o forse incoscienza) fornendo i numeri dei loro cellulari sul retro della copertina del loro CD.
Contatti: E-mail: pizzo58@catalnet.itEva Evi
un_kindsenza titoloTracklist 1. New old era - 2. Systematicha - 3. Sick god inferno.

Finalmente un pò di smanettoni! A forza di
Rengate e
Peluati tutta questa energia mi risveglia dal torpore. Metal hardcore prodotto da anni e anni di
Korn studiati a tavolino, densi di
Phil Anselmo e
Max Caballera a guisa di
angelo destro e sinistro dediti al Mefistofele Un_kind. Nulla di esaltante nelle parti vocali, nulla di nuovo tra una grancassa e l’altra, ma amo talmente certi
Deftones misti al pesantume degli
Skyfire che ascolto volentieri questa produzione (molto ben prodotta) sonora. Sicuramente vanteranno un live energico, insieme ad una nutrita schiera di
accoliti borchiati dalle mutande di peluche. Ricordano ancora troppo gli anni ‘90 (questi ce l’hanno ancora con
Bush padre), ma la pozza nera nella quale giace l’anima metal della Mise mi ribolle nella pancia soprattutto apprezzando certi refrain degni di un t
ester umano di colluttorio per gargarismi. Solo una considerazione (sempre a sgolarmi pure io): perchè non provate a dirlo con parole vostre?
Contatti: Un-kind (sito internet: www.un-kind.com)
La Mise sudigiri feat. insoonersenza titoloTracklist 1. Track 1.Poppettinorocchettinorappettinohippoppettaro. Non so se avete presente
dj Francesco. Ragazzi spero per voi abbiate sedici anni. La batteria non ha un disegno, il basso è un esercizio di slide dietro l’altro, le chitarre abbozzano un
contorno definito come 2 decimi di diottrie, e le due voci si rincorrono in un testo che parla di un
sentimento interno come l’ascesso ad un dente. Consiglierei di separare le vostre strade. O di venire
smentita con un prodotto decente, fate sentire cosa sapete fare: cos’è sta roba?
Contatti: Sudigiri (mail: suonirari@yahoo.it).La Mise