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mercoledì, 31 maggio 2006

SexOnJune

postato da: LaMise alle ore 18:22 | link | commenti (1)
categorie: blasfemous events
venerdì, 14 aprile 2006

laMise & Moonfish in gita speciale
venetian industries festival
marghera (ve) 15/16 aprile 2006

La Mise e MoonFish, dello staff di Music Club
presenzieranno con veemenza al
Venetian Industries Festival.
State bene attenti.


postato da: LaMise alle ore 13:32 | link | commenti (1)
categorie: blasfemous events
venerdì, 07 aprile 2006

blasfemous rumours
music club #161
aprile 2006

E’ con somma delusione che annuncio a tutti gli aspiranti recensiti che questo mese Blasfemous Reviews non andrà in onda, in quanto ultimamente la Mondanità Professionale (un eufemismo al giorno toglie il malumore di torno) ha completamente fagocitato ogni brandello di tempo libero della Mise. E a malincuore lascio sole le vostre demo a maturare nel mio cassetto accanto alla fauce pronta di una pianta carnivora (guai a mettere la mano ed aprire il custode dei vostri più intimi desideri). Desideri e passioni presi ad accettate dalla mia distratta attenzione, ancora più arida e difficile ad essere conquistata questo mese, e per tale ragione attendo che i raggi di sole pasquali schiudano meravigliose sorprese all’interno dei quelle brutte uova che sono le confezioni delle vostre demo. Ragazzi ma non lo sapete che l’abito fa il monaco?
Devo anche chiedere venia e pazienza aggiuntiva a quei pazzi scatenati che hanno chiesto di essere recensiti dalla sottoscritta a patto che conservi le mie ben note doti di cinica veemenza. Non vorrei mai che qualcuno si chiudesse entro quattro mura a scacofonare impunemente in un microfono con l’unico scopo di sterilizzarmi per sempre le tube di Eustachio. Qualche prodottino decente, ogni tanto, anche la Mise agognerebbe.

Cartoni & Cartoni





Dopo un concerto a Seattle del 30 marzo scorso, due ubriaconi fuori di testa si sono avvicinati al van degli Arab Strap che si stavano fumando una sigaretta dopo aver caricato l'ultima faticaccia nel furgone pensando a q u a n t' è  b e l l a  g i o v i n e z z a   c h e   s i  f u g g e  tuttavia insieme alla loro band di supporto A whisper in the noise, gustandosi la dilatazione del tempo che soltanto certe ore della notte offre, magari condita da lodi smodate dei due buontemponi, sicuramente fan sfegatati in cerca della foto ricordo.





Ma come solo nella realtà avviene di solito (chiunque può vantare nella propria qualunquissima biografia un reparto denso zeppo di colpi di scena e suprise degni della migliore opera di Ciarlantino) non appena gli Arab Strap ripartono alla volta della prossima avventura in edicola il prossimo mese, i due innocui Paperino e Topolino ormai avvicinatisi agli altri musicisti rimasti a terra, sfoderano le maschere svelando le loro reali identità. "Per Paperopoli! La Banda Bassotti!" urlano atterriti gli A.W.I.T.N. (onomatopeica espressione di terrore, una sorta di squittio impaurito). Mentre 176-761 sgancia un bel cartone al tour manager aprendo le finestre al nuovo sole del suo sorriso, Nonno Grazia sfodera il coltellino svizzero con cui minaccia gli atterriti onde entrare nell'abitacolo del van per spaccare tutto (con qualche multi effetto diabolico rubato ad Archimede). Paperinik a causa di un cuscino d'aria sgonfio arriva tardi sul luogo del delitto giusto per registrare digitalmente la eco del "Benvenuti a Seattle, figli di puttanaaaaaaaaaaa!" onde captarne preziosi indizi utili per acciuffare i furfanti.

Se volete dare una mano a Paperinik e alla polizia di Seattle ad arrestare certa turpe gentaglia chiamate il  206-684-4300 corredato dell' apposito prefisso internazionale. Nel frattempo George Cooney si sta prendendo cura dell'arcata dentale del povero TManager cui sopra rifugiatosi presso il più vicino ER e ha chiesto un mutuo per l'installazione del ponte permanente (io ho speso uno stipendio il mese scorso per una carietta). Intanto se siete curiosi di sentire qualche squittio, gustatevi i Sospiri su myspace: la Mise è gia loro fan devota.


Uno che invece nella migliore tradizione delle mie infatuazioni amorose già mi ha stancato fino allo sfinimento è il Babyshambles Pippo Doherty, ormai di casa in tribunale, che prima fa il bravo bambino istriuto dall'avvocato a mani giunte: "Signori, sono colpevole di tutti i capi d'imputazione. Mea culpa mea culpa mea culpa. Albion" , poi esce e si trasforma in Pippo Pazienza e prende a calci la giornalista Trudi Barber della BBC. Accerchiato dai restanti 50 giornalisti inferociti, scappa come da manuale di codardia insegna e rischia un incidente (alquanto goffamente). E' invece di qualche anno fa (precisamente il 2004) il video amatoriale visibile qui girato da un turnista o altra specie proliferante sui palchi degli A perfect Circle ma divulgato solo recentemente da youtube.com, in cui la band prima prende a sassate Nothing Else Matters dei Metallica, poi si diverte a spaccare i camerini senza neanche troppa classe adducendo materiale scolastico alla cabina doccia dello spogliatoio emulando un Caesar alle prese con i materiali naturali. A perfect circus.



Pere e Mele.

Quella simpaticona della cognata di Witney Houston, dopo aver passato decadi a strafarsi con l’illustre parente, non ha perso tempo a sputtanarla alla prima occasione (“sapete, io ne sono uscita, e vorrei tanto che qualcuno aiutasse anche lei” Seeeee… le donne. Avrà da vendicarsi di qualche borsettata di Vuitton, piuttosto). A quanto pare, la poverina presenta tutti i sintomi dello squilibri psicofisico derivato dall’uso prolungato di crack e cocaina, i cui residuati sottoforma di pipette e cucchiai regnano sovrani nella sua camera da bagno, senza parlare dei buchi nelle pareti realizzati appositamente per spiare le presenze maligne di cui pare sentirsi perseguitata.



Persecuzioni legali anche a casa Apple: la Apple Corps. (società fondata dai Beatles nel 1968) ha citato in giudizio il colosso americano della Apple Computers in quanto pare abbia violato l’accordo stipulato nel 1991 nel quale firmò l’intenzione di non entrare mai in conflitto con la società di cui sopra entrando nel mercato discografico. Il giudice però non ha ascoltato la deposizione, preso com’era dall’ascolto di Witney Houston in cuffia con il suo nuovissimo i-pod nano.



Froci d’arancio.

Per chi ancora avesse dei dubbi sulla identità sessuale dei componenti delle più prestigiose boy-band (fenomeno sociale autoprodotto dagli afflati digestivi degli anni 80) basti sapere che emuli (non sarebbe stato altrimenti) dei pionieri dell’altare Elton John e David Furnish sono stati questo fine settimana Steven Gately, cantante dei Boyzone, ed il suo compagno Andy Cowles.



Meat is murder.

Oltre ad aver interdetto il pubblico canadese all’ascolto dal vivo del suo nuovo disco, Morrissey, che è molto incazzato con la suddetta nazione a causa della caccia alle foche per la quale si sono mobilitati tutti i musicisti vegetariani di questa terra, sulla scia del travaso di bile informa in maniera estremamente creativa che “Piuttosto che riformare gli Smiths mi mangerei le parti intime, il che sarebbe tanto per un vegetariano come me". L’alquanto bizzarra osservazione deriva dalle recenti pressioni cui l’ex frontman del gruppo è stato sottoposto per prodigarsi nei confronti di una reunion (che nessun fan, compresa la sottoscritta, si sognerebbe mai di ipotizzare) dietro il modesto compenso di 5 milioni di dollari. La notizia interessante che sta dietro tutto questo trambusto è che Morrissey vive stabilmente in Italia da qualche tempo, e più precisamente a Roma, dove ha registrato il suo ultimo “Ringleaders of the Tormentors”. Organizzo pullman e pellegrinaggi: contattate la Mise per le iscrizioni al tour.




postato da: LaMise alle ore 18:54 | link | commenti (2)
categorie: blasfemous rumours

la supposta del cuore
music club #161
aprile 2006

Volentieri utilizzo la mia carta carbone digitale per ricopiare quel che adorna la mia casella preferita del Thunderbird, quella denominata "I commenti dei lettori della Mise", anche questo mese abbastanza rifornita di rimostranze.
Esordisco con la civilissima Signora o Signorina Enrica, che si palesa anagraficamente al mio cospetto (dote pressochè ignota a quasi tutti i miei nemici di penna), facendo buon uso dello spazio messo gentilmente a disposizione dalla redazione: "Sarebbe bello incontrare ogni tanto un po' di sana, robusta e seria critica e non la ripetitiva usanza della maldicenza". Ma Signora (o Signorina, non si sa mai questi si offendono per tutto), sono daccordissimo con lei! Potrebbe gentilmente però, la prossima volta che si prende il disturbo di collegarsi e compiere tutte quelle noiosissime operazioni che la portano fino alla compilazione del suddetto modulo digitale, cercare di fare partecipi anche noi tutti del suo pensiero in maniera più dettagliata, magari con un esempio, un consiglio, un riferimento, un insulto decente… se mi permette invio immantinentemente i dati contenuti nel suo messaggio alla mia stampante, sempre pronta a sputare strati di cellulosa atti a rifocillare le esaurite scorte di carta scottex del mio dotto cesso (tutta la Mise biblioteca in quei 2 metri quadrati di piastrelle, con i libri dalle pagine segnate dai Rouge Noir di Chanel a mò di evidenziatore).
Grossa delusione invece dalle parti dei Reverse Angle, ormai stracitati su queste pagine (senza meritarselo). Dopo una contestatissima recensione sulle pagine di Blasfemous Reviews (vedi Music Club #159) e una sorprendente risposta al testosterone incallito da parte di un membro del gruppo (vedi Music Gossip – Music Club #160), che ben faceva sperare La Mise in una sferzata di energia in sala prove dei suddetti, mi svelano il loro vero mosciume così apostrofando la mia attenzione: “Sono il chitarrista dei Reverse. Mi spiace per quello che ti ho scritto e mi scuso”. Caro chitarrista dei Reverse, sei troppo tenero! Ma figurati! Guarda che La Mise si commuove! Ma suvvia, fatemi un favore: chiudetevi in quella cacchio di sala prove e invece di giocare a fare Mazinga Zeta contro Tony Manero (vedere foto per credere) provate a sperimentare diversi tipi di ibridi eclettismi, magari sonori. Nel frattempo bacini e pace fatta anche per voi.




Non smetto invece di inondare di baci i miei (ormai) amichetti del cuore Revolver e Un-kind, ormai affezionati frequentatori di questo blog e di Myspace.



Grossi problemi invece dalle parti degli argomenti amorosamente scottanti, che ogni giorno pullulano dalle parti di chi brama il mio autorevole parere. Al tenerissimo Ciccio’79, impallato dietro alle gonnelle cementate di una cieca nell’anima e sorda nel cuore, auguro di finire lontano anni luce dalla sua amata, perché quando ci si ostina, la distanza è miglior  metodo persino del tempo (che mitizza il ricordo ed eleva a santità anche l’ultimo degli sfigati). Non avanzo ulteriormente in tale doloroso argomento, che tanto da vicino questi giorni mi tocca, e invito anzi voi a scrivermi onde distrarmi dalle follie di Cupido che in primavera si diverte ad inSansebastianarci tutti quanti, cotti a puntino dai feromoni (o omini) vaganti come pollini al vento (alzi la mano chi non sente pullulare dentro di se qualche strano sentimental bollore).



Detto anche questo a dispetto della mia preziosissima privacy, finalmente vi lascio per abbracciare l’agognato cuscino che anche questa notte lascerò insoddisfatto dei miei prolungati abbracci (a meno che qualche temporale non mandi in tilt il sofisticatissimo marchingegno sonoro che sveglia la Mise tutti i giorni all’alba dei morti viventi – leggi: la sottoscritta appena sveglia al mattino). Al mese prossimo cocchi!
postato da: LaMise alle ore 18:49 | link | commenti
categorie: sup-posta del cuore
martedì, 21 marzo 2006

la supposta del cuore
music club #160
marzo 2006

A causa del putiferio scatenatosi questo mese in redazione per il mio articolo blasfemous reviews (speciale: “Meglio tardi che M.E.I.”) pubblicato nel sito di Music Club nel mese di febbraio, cotanta pietra dello scandalo verrà in via eccezionale riproposta anche questo mese e su cartaceo, spero (come ho chiesto) anteposta alla puntuale paginetta del gossip, in edizione speciale,  cosa che tramuterà questo numero in un esemplare da collezione (di insulti e neologismi vari).
Vedrete quindi anteporre la - notoriamente fanalino di coda - Posta Indigesta della Mise a qualsiasi altro argomento, soprattutto per evitare argomenti Sanremesi alle vostre multimedilità assuefatte e bisognose di pausa catodica. Per protesta all’oltraggio al pubblico pudore intellettuale, non parlerò  più di tanto di quell’animale da cortile - dell’oratorio - di P****, che ci prende tutti per il naso con le sue cover di “...solo non si vedono i due leocorni” o, peggio, vista l’abilita’ mimico-digito-labial-facciale, con la reinpretazione in chiave ornitologica di “la BRUM con la MMMM la riparo con la GNUM”! Cristo santo sembrava il saggio di fine anno di santo Stefano più che la finale del festival  della canzone italiana. Con tutto rispetto.

La strategica prefazione spero riesca a rincuorare gli animi dei un-mese-or-sono-recensiti-animi-delusi-ed-offesi. Se Povia ha vinto Sanremo, dico a voi, o Rossi (Incandescenti) Magnetici dalle bili rivoltate: ma di cosa avete paura? DELLA MISE?? Vi consiglio Sanremo 2007, visto l’andazzo, vincete di sicuro. Saluto la signora mamma di uno dei  ragazzi del gruppo che si è tanto disturbata a mandarmi raffiche di mail intimandomi di chiamarla ad uno dei suoi numeri telefonici, senza qualificarsi a dire il vero (la mia di mamma mi ha sempre lasciato regolare da sola i miei conti: l’ultimo fu per un vestitino rotto della Barbie). Mi spiace Signora, se sapevo che era lei, l’avrei chiamata al volo, insieme ad una ambulanza (non fraintenda, intendevo  dire che si è talmente arrabbiata che rischiavo una otite fulminante a causa delle rimostranze emesse ad alto volume).
Purtroppo volevo comunicare a tutti i recensiti che di parolacce e di insulti se ne sono visti solo nelle mail a me giunte per tutta risposta da qualcuno di voi: quindi ora SARO’ IO A RIVOLGERMI a qualche avvocato! Hihihi paura? Eh? Scherzo, su su non vi arrabbiate più  che poi mi si inacidisce il latte alle ginocchia e divento cattiva.




Prendete esempio da quei tesori delle Treachery Rose, che a distanza di sei mesi erano ancora arrabbiate con La Mise a causa della pubblicità indiretta derivata dalla permanenza su queste pagine maledette, in seguito di una loro esibizione a Emergenza Festival 2005 cui assistetti alquanto annoiata (si può dire?). Malgrado la giovanissima età, un notevole raziocinio hanno dimostrato e volontà di dialogo costruttivo. Sto quindi a dichiarare ufficialmente che le Treachery e La Mise hanno fatto la pace stringendosi i mignolini digitali, evento prodigioso cui seguirà a breve l’ufficializzazione e la firma dell’armistizio a suon di pinte in osteria.
Tra il serio e il faceto, un recensito - un pò confuso a dire il vero, così si esprime: “Ciao Mise (Ma che gentile ed educato ragazzo! Ingannatore come tutti gli uomini: cominciano con una rosa, e finiscono col rutto in poltrona davanti alla partita di pallone), sono il chitarrista dei Reverse Angle... fatti rompere l’ @ZÓ (mega censura)!!!!!!!!” OHIBO MA QUALE VERVE! Lo vedi allora che un pò di energia ce l’avete dentro! E tiratela fuori per suonare dai che siete sulla strada giusta! Bravi ragazzi! Sono veramente orgogliosa di voi. A qualcosa allora la Mise serve.
I Layer trattati malissimo dalla Eva Evi (offesa a dire il vero, e a causa vostra ora mi odia, perchè non fui io a recensirvi, ma al mio cospetto egualmente giunsero le vostre rimostranze) minacciano e si lamentano della pubblicazione dei loro numeri di telefono e di tutti i contatti (lo disse anche quella ragazza che andava in giro nuda per strada e la violentarono). Di questo la superficialità di Eva si scusa, quindi nel futuro eviteremo di lasciare i contatti dei gruppi da noi recensiti, cosi’ da assicurare un bel salto dell’oblio imperituro.
Chissà come, ma gli Un-Kind non si sono affatti agitati per i contatti pubblicati, anzi!Sono tutti contenti (chissa perchè) in quanto - in effetti, rileggendomi - li ho trattati alquanto benino nella mia rece. La cosa che più mi ha fatto piacere è che sani scossoni addominali ho loro suscitato “...mai riso tanto!!” e ad una burlona come la sottoscritta non può che riempire di soddisfazione per tutte le nottate perse ad ascoltare il vostro materiale in cuffia mentre a ben altro potevo dedicarmi.
Saluto con bacio e schiocco tutta la crew dei Khaossia band al completo + infiniti fan che si sono un pò agitati dapprima a dire il vero, ma civiltà e rispetto hanno dimostrato al cospetto dei miei sudati scritti, chiedendomi il permesso per la pubblicazione della recensione nel loro sito e per nulla preoccupandosi dei contenuti. Concordo come vi ho già scritto privatamente, sul notevole valore sia della band che della cantante (alla quale mi rivolgo per puntualizzare e chieder venia: dissi a te strega, ma da quale pulpito!). Ciò che mi ha lasciato perplessa fino ad abbassare il pollice è stata la assoluta mancanza di innovazione e reinterpretazione di un gusto dal sapore ahimè, veramente troppo antico. Ma suvvia, nutro ottime speranze. Magari pure voi vincete a Sanremo. Vi apetto dal vivo da queste parti per una sana danzerecciata, io mi metto pure il gonnellone! Con gli anfibi sotto e le calze a rete va bene lo stesso?

Ma tra tutti gli infuriati (non sto a trascrivere tutto per non perdermi in noiose disquisizioni, questo mese avete proprio esagerato con gli invii) il PIU AGITATO DI TUTTI ma veramente sono ancora turbatisssssssssssima è uno che si è preso le parti di...Alanis Morrisette (chI e’ l’agente? o suo figlio? o il fidanzatoo del suo animale domestico? ops mi scusi poi questi si offendono e non capiscono le battute) che così si esprime:

“Salve, scrivo in quanto profondamente offeso da quanto letto sul vostro sito riguardo Alanis Morissette (Music Club #159 - febbraio 2006) perchè un conto è non apprezzare una artista (e chi ha detto che suona-canta-danza-performa-male?) un conto è usare toni altamente offensivi sulla base di niente e oltretutto diffondere anche notizie errate. (sentiamo) Innanzitutto termini come “puttana”, se non motivati, andrebbero usati quando si parla di qualche donna che batte sul marciapiede. (Infatti dovrebbe rivolgersi al coro spontaneo generatosi spontaneamente durante l’esibizione della suddetta artista cui io testimone oculare ho assistito. La Mise ha riferito il testo della canzone a lei rivolto, mica ha scritto che Alanis frequenta cattive compagnie) In quanto a spalancare la bocca, invece, penserei per i fatti propri... (esattamente mi sta scappando lo sbadiglio selvaggio). Inoltre pregerei la gentile persona che ha scritto queste stronzate di informarsi: la storia del “grazie brasile” in perù è tutta una sola. Infatti non trattavasi di un “Thank You Brazil” ma di un “Thank You Bless You”, frase di ringraziamento che alanis ripete alla fine di ogni concerto da almeno 7 anni a questa parte... (Allora lei ha assistito in prima persona al concerto in Peru’ mi sta dicendo? Oppure la giornalista di Grazia UK, mia fonte, e’ sorda come una campana) ma è vero, che un’ignorante come chi ha scritto queste cose sicuramente non saprà niente di lei e nemmeno l’è andata a vedere a qualche concerto (sbagliato, e se avesse letto il mio articolo con attenzione avrebbe captato la mia presenza ad un suo concerto)... quindi nemmeno sa come saluta alla fine dei concerti... Comunque ognuno è libero di ascoltare la musica che vuole, l’importante è che si limiti a parlare di ciò che conosce, non di (s)parlare a vanvera su artisti di questo calibro senza che neanche abbia mai ascoltato una mezza canzone o che se ne sia mai interessato veramente.(sbagliato) Anche perchè offendendo lei sono stati offesi anche tutti coloro che in lei credono e che la seguono da anni, io compreso (anche io da piccola credevo in Simon Le Bon ma poi sono cresciuta e ho scoperto che Babbo Natale non esiste). Grazie per l’attenzione. Cristian Buda



Caro Cristian, scrivi più spesso, mi riempi l’articolo di battute preziose per arrivare a fine pagina.
postato da: LaMise alle ore 16:21 | link | commenti (12)
categorie: sup-posta del cuore
lunedì, 20 marzo 2006

blasfemous rumours
music club #160
marzo 2006

after effects
A grande richiesta di gossip, sto a svelare quanto accaduto al braccio destro ingessato di Manuel Agnelli degli Afterhours, invalido presentatosi al cospetto dei propri fan al Barfly di Ancona per un concerto solito sold-out lo scorso sabato sera. Per questa occasione posso vantare la collaborazione del chitarrista dei Madness of a Dreamer, (ragazzi, spero per voi che non capiti per sbaglio ad una vostra esibizione, ma con questo nome non promettete benissimo) munito di radar per le chiacchiere da blog più impossibili. Su di un piatto d'argento così mi si propina dai signori Angi e Aly direttamente dalle pagine di sonicbands.it:



"Siamo tornati da poco piu' di 2 ore dal concerto degli Afterhours al Fillmore di Cortemaggiore (provincia di Piacenza) e desideriamo ringraziare di cuore Manuel Agnelli per il grande rispetto mostrato nei confronti del suo pubblico:

- Grazie Manuel per aver cantato tutte le nuove canzoni in inglese senza avvisare nessuno che in realta' non era un concerto vero ma stavi facendo le prove per il tour americano che farai da qui a poco.
 
- Grazie Manuel per esserti offeso durante l'esecuzione di "Ci sono molti modi" ovviamente in inglese che alcuni sconsiderati hanno osato fischiare, perche' poveretti avevano imparato a memoria il testo in italiano dopo aver acquistato il cd a 20 euro e aver speso altri 15 euro per il concerto e chissa' perche' si aspettavano pure di venire li' e cantare le tue canzoni

- Grazie Manuel per averci suonato subito dopo il riff dei Deep Purple e averci preso nuovamente per il *** con una versione improvvisata di Blowin' in the Wind di Dylan

- Grazie Manuel per averci mandato a fare in *** durante la lettura di "Ritorno a casa"

- Grazie Manuel per averci sputato continuamente addosso da meta' concerto in poi

- Grazie Manuel per la predica che ad un certo punto ai voluto farci per aver osato dissentire
 dall'impostazione che hai voluto dare al concerto

- E Grazie infine per esserti buttato giu' dal palco per prendere a pugni quel ragazzo che, mentre tu gentilmente mandavi a fare in *** tutti noi per l'ennesima volta con gesti plateali (il tipico gesto "succhiate qua" tanto per capirci), ha osato mandarti a fare in *** a sua volta

- Grazie per aver, quindi, interrotto il concerto a meta' e averci fatto tornare a casa con un bel po' d'anticipo. In effetti avevamo fatto solo 400 km per vederti e sei stato gentile a preoccuparti per noi ed averci fatto rincasare un po' prima, sai anche noi a volte "Abbiamo paura del buio".

Ah, dimenticavamo, caro Manuel Agnelli dopo decine di concerti visti da ormai 15 anni a questa parte ci sentiamo in dovere, anzi in diritto di dirti dal piu' profondo del nostro cuore:
 VAI A FARE IN *** TE E I TUOI AFTERHOURS!!! In fede Angy & Ali!"

Ragazzi cosa dire: Sono commossa! Soprattutto per aver saputo che Manuel ha smesso di farsi la tinta alla barba (di cui io fui testimone oculare al Mei).Non posso a questo punto che citare l'episodio giunto spontaneamente al cospetto della mia casella di posta, in cui si narrano le gesta di un mio affezionato lettore (se non che uno dei redattori di questa rivista) ad un antico concerto degli Afterhours in coppia gemellare con i Kurnalcool svoltosi in Ancona qualche anno fa.
Riporto testualmente:



"Arrivo sul check degli Afterhours, i Kurnalcool stanno sotto il palco, ancora devono montare. Hanno dubbi sul fatto che gli AfterHours li lascino suonare: hanno occupato tutto lo spazio e perdono tempo apposta.
Io: "Ce penso io!!"
M'infilo nelle prime file sature di giovani metallari in attesa e: "Aho! Gli Afterhours stanno perdendo tempo apposta per non fa sona i Kurnalcool!!"
E faccio partire il coro:
"AFTERHOURS, FUORI DA ****OGLIONI!!"
Tempo 15 min. e qualcuno annuncia che gli AH non suonano piu.
Risultato: 135 min. di Kurnalcool."




Siccome 135 minuti sono anche i minuti rimasti alle mie preziose ore di sonno, vista l'ora tarda, e la quantità incredibile di succulenti notizie propinatevi questo mese, vi lascio senza rimpianto con la incredibile news (per gli autoctoni) che Federico Fiumani dei Diaframma pare abbia vissuto i primi 5 anni della sua vita in Osimo (in via 5 torri), direttamente sgorgata dal Fiumani stesso e da mio integerrimo informatore.
Al prossimo mese e buonanotte dalla Mise! Kiss Kiss!
postato da: LaMise alle ore 00:47 | link | commenti (4)
categorie: blasfemous rumours

blasfemous reviews
speciale Meeting Etichette indipendenti
music club #159
febbraio 2006

meglio tardi che m.e.i.
Appendice al pregevole lavoro dei miei pregevoli colleghi due numeri or sono (Music Club #157), mi appresto a concludere lo spazio delle recensioni con la mia parte di demo, quelle destinate al patibolo dell’inceneritore. Dovete sapere che nastro trasportatore fu lo striscione ormai dismesso dello stand di Music Club, sul quale ci siamo spartiti come al Consmari il contenuto del bidone destinato alla raccolta differenziata sonorità emergenti (leggi: afflati prodotti da cotante e cotali sale prove di periferia, anche se pare andar molto di moda il fai da te stile “demo in camera mia”).



La spartizione dei pani e dei pesci è stata operata in virtù della manifattura delle copertine, e tutto quello che sembrava più – diciamo – “strano” è stato affidato alla mia comprensione, o meglio alla fama di inceneritrice della Mise. Non indispettitevi: essere recensiti rappresenta pur sempre l’opportunità di essere giudicati da qualcuno che non è né la fidanzata (“Amore, i tuoi assoli mi fanno crescere i peli delle gambe. Corro dall’estetista”) o il vicino di casa (“Ecco che ricominciano i cani rabbiosi”),  anche se a causa del cossiddetto “gusto personale” è sempre difficile cercare di esprimere giudizi spassionati. Auguro almeno una buona dose di autocritica ed ironia nel leggere ciò che così tanto intimamente vi coinvolge. Proverò a cercare di essere per una volta magnanima e cercare di operare – ove possibile - quel lavoro di “revisionismo” storico come fanno certi preti al cospetto della salma del delinquente: “In fondo era un brav’uomo”. Ringrazio a tal proposito la mia mano destra Eva Evi per la preziosa collaborazione e per la sua virtù di moderatezza utile a compensare i miei ben noti toni.

de stra munt
senza titolo
Prodotto e registrato da Giacomo Agnifili in camera sua, Terni 2005

Tracklist: 1. Sitting in the morning – 2. Idiot – 3. Here you are – 4. Nuke (the guitars).
Giacomo Agnifili: voci, basso, tastiere, programmazioni; Andrea Orsini: chitarre; Alessandra Caraffa: chitarre; Lorenzo Agnifili: pianoforte.



Bravi! Tenerissimi e promettenti, anche considerata l’età da brivido (classe 1985). Potrei  definirli un poutpurri di tutto-un-pop, dai Radiohead ai Placebo conditi di note struggenti stile Christina Aguilera che si dimena in sottoveste in anguste location metropolitane… Il tentativo di distacco dai motivi ispiratori c’è e si sente, ma bisogna sperare che sfoghino presto questo tono malconcio come acne adolescenziale: facile esprimersi per temi disperati quando non si ha di meglio da dire. Molti dubbi sul cantato “sfregnato” in ‘Nuke’ di Giacomo “cercasi Tom York disperatamente”, ma lo perdono, sperando in una evoluzione stilistica di ben altro spessore. Grazie all’abuso di effettini e rumorini sperimentali, sempre graditi da queste parti, e plauso a (testualmente) ‘o Pampa per la minimal copertina dall’illustrazione tentacolare e psicoticologica… Mettetevi sotto cari, e fatemi sapere.
Contatti: Giacomo Agnifili (mail: giak85@virgilio.it)

La Mise 



rosso magnetico

dovunque andrai
Viva Music Project

CD Tracklist: 1. Di la dal mare – 2. Dovunque andrai – 3. Cosa vuoi da me (live studio demo) – 4. Supermag. - 5. Giulia (live studio demo) –  6. Fuggire da qui – 7. Nella notte (live studio demo) – 8. In questo cielo (live studio demo) – 9. Confuso (live studio demo).  DVD Content: Dovunque andrai (video).  Naldoni Luca: Voce e chitarra; Mazzanti Luca – Chitarra; Guizzardi Marco – Basso; Franceschini Matteo – Batteria.  



Dalle stelle alle stalle. Cd audio + Dvd in supporto effetto ciclostile che può vantare il  fascino dell'anacronismo. Peccato la scelta del carattere tipografico illegibile, con il logo del gruppo ancora meno leggibile. L'opportuna baseline mi aiuta a comprendere quel che mi si ripropone poi similmente ai peperoni dopo mezzanotte: “Band pop-rock Bologna”. Niente popò di meno che pipì in questo Luna Pop al frullatore con tutte e quattro le Vibrazioni (persino plagiati nel titolo di un pezzo, questo per aiutare i più tardivi di coccio, quelli che direbbero: "Mi ricordano un gruppo ma non mi viene il nome della canzone che è uguale"), con il nauseabondo risultato di schizzi di cervella dappertutto dato dalla spremuta di meningi dei testi. Comunque dentro c’è di tutto: Baglioni e Ligabue legati insieme dal cartellino di certificazione D.O.P. di conformità Cremoninesca, che affatto viene smentita durante la sollecitazione otrinolaringoiatra (simile ai ronzii che affliggono i miei poveri timpani da qualche mese) causata da qualche strenuo esperimento cacofonico. Il video: ovviamente il vestito del pezzo più brutto di tutta la demo (suggerisco una defenestrazione più che un lancio vero e proprio nel mercato discografico), racconta la storia di una ragazza che perde un ovulo. Favoloso il tentativo di copiare il video del cartone del latte dei Blur, “Coffee & Tv”! I ragazzi sono aperti mentalmente, infatti è gia da qualche anno che guardano M-tv. Il filmato purtroppo si inceppa sul più bello. infatti il dvd dei Rosso Magnetico si è smagnetizzato. La Mise consiglia: un corso di dizione per mascherare certe brutalità labialo/dentali del tipo Seta come Sorro; l'abolizione del maglioncino verde e l’anello alla prima falange indossato dal batterista, e la scritta Lonsdale che campeggia ovunque (non avevate mica lo sponsor? io mi farei dare qualche soldo), per non parlare della pessima trovata dello specchio che spezza in due il campo visivo, così che non si vede bene su cosa vi state dando da fare con le mani lì sotto tutti e quattro. Dimenticavo tra i plagi la intro di Boys don’t cry dei Cure, bruti!


Contatti: Rosso Magnetico (mail: info@rossomagnetico.it ; sito internet: www.rossomagnetico.it)

La Mise


luca bertoncelli
senza titolo

Tracklist: 1. Ribelle – 2. Mexico – 3. Esigenza – 4. Fuori i sogni – 5. Ritagli di cuore. 

Ci appare chiaro, ascoltandolo, come gli esseri umani anelino ad alte vette, tutti indistintamente, ma siano limitati per loro natura. Nonostante ciò, abbiamo il massimo rispetto per il lavoro di questo ragazzo. Diciamo che Bertoncelli sta ancora attraversando una fase sperimentale e prova ad esprimersi con diversi generi e in varie forme: musica folk messicana, canzonette stile anni ’60, stile cantautoriale e rock demenziale. Che altro dire? In occasioni come queste ci rendiamo conto di vivere in una democrazia. In altre epoche, probabilmente, il Bertoncelli non avrebbe fatto circolare impunemente le sue canzonette senza conseguenze. Come minimo sarebbe stato internato in un gulag o tradotto a forza in una clinica psichiatrica e lobotomizzato. Ma forse, ascoltando bene, si può dedurre che lo sia già di suo, lobotomizzato. Lasciamo quindi Luca Bertoncelli libero di fare quello che vuole, forse avrà persino un suo pubblico, composto da adolescenti brufolose, qualche sballatello di provincia o una vecchia zia rincoglionita, chi lo sa. Un consiglio. Continua per la tua strada, Luca, senza dare peso a chi ti critica. Il tempo sarà il giudice più severo e veritiero.

Eva Evi



dirty jumble
Demo registrata il 02/11/2005

Tracklist: 1. The bad world – 2. Non parlare – 3. Realtà virtuale – 4. Il muro.

Errori a profusione già nel pack (parola grossa): lo sapete che poi la Mise dalla penna rossa vi bacchetta. I riferimenti al sito sono sbagliati e come biglietto da visita non è poco. The bad world: suvvia non esagerate! Il mondo non è un granchè anche a causa vostra. Ancora una volta la gettonatissima Boys don’t cry dei Cure nel ritornello in synth, mentre Piero Pelù nelle intenzioni vocali scade tosto in dj Francesco. L’assolo ricorda un minestrone di generi che non sto ad elencare, mentre il ritornello oscilla da Eric Clapton a Sting stile karaoke midi. Non parlare: non ti ascolto. Se v’acchiappa Piero vi Pela. Avete mai pensato alle cover band? E’ più semplice e non rischiate cause legali (sempre che gliene freghi qualcosa a qualcuno). Realtà virtuale: Il sospetto diventa realtà: quella che era l’eco di El Diablo diventa urlo accorato. Il muro: Dopo aver passato in rassegna tutta la carriera dei Litfiba perché non inseguire il proprio idolo anche nella carriera da solista? E basta con queste bambine in tutte le salse, con l’organetto diabolico in sottofondo. La voce comunque non dispiace, se solo potesse acquisire un po’ di autonomia dal conflitto irrisolto con i propri miti…
Contatti: Daniele (tmail: dirtyjumble@dirtyjumble.it; sito: www.dirtyjumble.it).

La Mise 



eduardo de felice

echi di coscienza
napoli, 2005.

Tracklist: 1. Come stai – 2. La soluzione – 3. In ogni giorno vissuto – 4. Echi di coscienza – 5. Noemi – 6. Amore unilaterale – 7. La mia dolce sconfitta.
Testi, musiche e arrangiamenti di Eduardo de Felice e Gigi Tramontano. Missaggio effettuato da Guido Cusano c/o “La Saletta” – Napoli.



Non ci vuole un genio a capire cosa suona Eduardo de Felice. Questo disco non fa schifo, anzi, è solo che quando avevo 3 anni la Mise Mamma tentò una volta di trascinarmi a vedere i concerti dei Pooh ed io mi attaccai a quattro di spade allo stipite della porta urlante come un gatto scuoiato vivo, perché certe sonorità proprio geneticamente non riesco a digerirle. Se amate il genere Nino Buonocore che tende più ad un Daniele Silvestri piuttosto che ad un Gigi d’Alexis (in Dinasty sarebbe stato perfetto) con una Napoli accennata ma non troppo sbandierata anche se si sente, Eduardo fa per voi. Perfettissimo per Sanremo, anche se la Mise lo zapperebbe (indendo zapping, non che gli auguro una carriera nel contado) dopo il primo mezzo ascolto. Ma non demordere! Eduardo fa tutto da solo, anche le copertine. “Copertina ideata e realizzata da Eduardo de Felice”. E’ uno che fa le cosine per bene, che cura i dettagli, tutto carino preciso. Il tutto non mi si confà ma voglio dire, sicuramente è quanto di meglio ho sentito e raccattato dal bidone. Il desiderio del cantautorato è forte, ce la puoi fare. Se rimani a Napoli andrai forte, ma se vuoi esportarti (cosa ci facevi al Mei?) ‘sto sentimental buonocore va  spolpato e rimpolpato con qualcos’altro. 
Contatti (per matrimoni e piano bar): Eduardo de Felice (mail: alteredo81@fastwebnet.it; ).

La Mise 
 

ex-tasy-projet (è scritto così)
senza titolo

Tracklist: 1. Traccia 1 – 2. Traccia 2 – 3. Traccia 3 – 4. Traccia 4 – 5. Traccia 5.

Alzo gli occhi e Kim Gordon mi guarda ebete dalla finestra del balcone di Dirty chiedendosi cosa diavolo abbia infestato le onde sonore dello stereo di casa mia. Ma ancor prima di sparare il laser contro i solchi digitali di un supporto scribacchiato dal marker a punta a scalpello che trasforma i dati trascritti in geroglifici indecifrabili, vengo catturata da qualcosa di anomalo. Emuli onomatopeicamente degli XTC (stavo scherzando mister Partridge) gli Ex-tasy Projet (omaigod) esordiscono con lo strafalcione. Ma sentiamo un po’ cosa il signor LUCCIO (salmoniforme marino o errore anagrafico?) ed il signor REX (dopo la discesa degli unni nelle fiction, suggerirei un Rintintin dal sapore più vintage) ci propongono. Minimo l’apocalisse delle droghe sintetiche, ma forse non ci andiamo troppo lontani visto che il signor Luccio o Rex ha la voce (una gran bella bella bella voce ma purtroppo) da Francesco Fregna e suona come Carmen Sconsolata. Testi epocali alla Elio “La luna e le stelle dipinte nel blu, la sabbia è bagnata, lo sei anche tu” che mi ricordano anche il greco sulla spiaggia di Rapput di Bisio. Senza fiato e senza bronco, grazie del demo ma vi STRONCO. Non so se a forza di ascoltare robaccia che per osmosi l’orecchio si ammalia, ma la Traccia 5 non mi è sembrata tanto male.

La Mise 


revolver
senza titolo

Tracklist: 1. Traccia 1 – 2. Traccia 2 – 3. Traccia 3.



Esempio di ermetismo: la recensione è gia nel nome del gruppo. Ma, attenzione: qualcosa trascende lo strasentito emocore prodotto da questo ex gruppo cover dei Rage (chi non ha mai fatto parte nella sua vita di un gruppo cover dei R.A.T.M.?). Il cantato. O meglio: il difetto di pronuncia meraviglioso di Frik, che mi scatena un brivido irresistibile, similmente provocato dal rumore di digrignare di denti di forchetta su piano d’ardesia.  “Spesso mi succede di sentive, l’indiffevenza di uno sguavdo. A volte pvopvio non capisco se la vita si vipete, il muvo estvemo del viaggio parallelo che sento di pvovave… FOTTEVE!” senza parlare del tormentone chichesochisonochisochecheso che già mi tormenta. “Ho visto movive dall’alto, emancipathione naschostha, s-h-offeren-s-h-a che si esp-h-ande”. Effetti collaterali: claustrofobia, vertigini, senso di oppressione, naso che cola. Boh. Figata.
Contatti:  Revolver (sito internet: www.re-volver.net)

La Mise 



claudio molinari & affini

metronomo rotto (2005)

Tracklist: 1. Una fucilata (tre ipotesi) – 2. Tre pedate di gatto – 3. Fatti un film – 4. In un mattino che aspettava il giorno – 5. Fame di pane – 6. Armischio – 7. Strega – 8. Amore dentro i cassetti. Bonus tracks dalla soffitta: 9. Una giornata così – 10. Romagna e sangiovese – 11. Il giorno che volevi tu.

Claudio Molinari: voce, chitarra. Gli affini: Stefano Stefanetti: chit. basso; Franco Ravagli: batteria; plus Stefano Guberti: sax. Tutte le canzoni sono di Claudio Molinari, eccetto Strega (C. Molinari – Vanni Landi); Romagna e Sangiovese (R. Casadei nonneavevamodubbi -  T. Fariselli); Il giorno che volevi tu (Angelo Muratore). Registrato durante l’anno 2005, quasi sempre BUONA LA PRIMA, inclusi gli errori. Grazie ad Antonio Baruzzi pr il supporto e il computer (leggi sotto, n.d.r.), a Mauro “Galosa” Mariani per il prestito campanaccio (laprofessionalitàprimaditutto, n.d.r.), a Eliseo Asirelli per lontane ispirazioni (o aspirazioni?, n.d.r.).



Questo cd profuma di strutto e piadina, e di notti passate all’addiaccio a smaltire la sbornia a braccetto col Passatore sul lungomare di Pinarella di Cervia. Tutti i sensi coinvolti per questa demo, tranne quello dell’udito: il disco è illeggibile

La Mise


feedback

still
SoundOnSound

Tracklist: 1. Still – 2. Do Do Song – 3. Another Day – 4. Freedom.
Francesca Ventura: vocals; Gianluca Chiarella: guitars; Danilo Chiarella: bass; Rino Zumbini: drums. Arranged by Paolo Scarpino & Feedback; Loops courtesy Spectrasonics. Photo by: M. de Carlo.



Costoro non imbustarono timidamente la loro demo nel cassonetto di MC, ma sfacciatamente – credo – hanno rifilato al portaborse della Mise il loro supporto digitale, ritrovato insieme ai campioni di cd vintage della Sony (bellissimi ma con quale gusto dell’orrido si può emulare la bellezza del vinile su di un supporto tanto moderno e tanto triste?), e per questo li punisco con un bel resoconto non richiesto. Sorprendentemente dalla copertina, il risultato sonoro non è tanto male, il solito modernjazz molto piacione, rigorosamente cantato in inglese; una voce straordinaria arricchita da riverberi gospel; prodotto sonoro ottimamente registrato ed arrangiato, a parte qualche orribile eco da pianobar che riporta tutti bel belli nella mediocre realtà. Neo da sbellicarsi dalle risate e che tira giù di qualche punto la rece: ricordate il “Vorrei cantare insieme a te” della CocaCola che solo i vetusti come me ormai ricordano? Che qualcuno di costoro vanti natali nel coro della parrocchia non ne avevamo dubbi, ma di questi quattro pezzi (pazzi) l’ultimo fa veramente venire voglia di buttare nel cesso anche quel poco di buono che prima s’era ascoltato. (Forse) ottimo; ma non per la Mise. Inspirations: Jefferson 5, Whitney Huston, Dee Dee Bridgewater, Cristina d’Av…. hem. Note sulla copertina: terribile. Motivi grafici tipo circuiti informatici con tentativo di emulazione atmosfera scale mobili alla Joy Division di Anton Corbjin (senza parlare del titolo del disco), effetto di sicuro non volutamente ricercato. La signorina usignolo Francesca Ventura sembra Gina Lollobrigida, che fa tanto Delta V, ma a quanto pare è proprio vero che l’abito non fa il monaco.
Contatti: Centro Metropolis (e-mail: info@soundonsound.it; on-line distribution: www.musikup.it).

La Mise 


eL KemEjA
…le radici del nostro mondo
Registrato dagli eL KemEjA tra aprile e maggio 2005

Tracklist: 1. Oltre l’orizzonte - 2. (Non sono più)… nudo e solo - 3. Nel silenzio - 4. Araba fenice.
Leo De Lorenzis: voce, chitarra ritmica; Vito Pepe: chitarra solista, cori; Francesco “Cecco” Colossi: basso; Filippo Armenise: batteria. 



Sono imbarazzata. Il primo pezzo è talmente inutile che dimentico automaticamente tutte le note non appena ascoltate e non riesco neanche a capire il genere. Al terzo pezzo percepisco la solita aspirazione al Peluato che galleggia in un pop rock pesantone dai testi impegnati. La chitarra ricorda (mi esprimo per analogie onde tentare l’inspiegabile) Ligabue, gli assoli i Guns’n’Roses di uno Slash al rallentatore, e non vado oltre perché preferisco nettamente dedicarmi all’ assolo dei sorrisi di mia nipote (solo per oggi consulente speciale della Mise) che sono molto più originali… bambina, ascolta e non imparare!
Contatti: sito internet: www.elkemeja.com; e-mail: info@elkemeja.com.

La Mise 



khaossia (Ethno Ensemble Salentina) & the buskers (Irish traditional ceili band)
demo

Tracklist KHAOSSIA “La notte della Taranta 2005” Live a Corigliano : 1. Mara l’acqua e Tambureddu miu - 2. Antidotum Tarantulae e Tarantella - 3. Pizzica di San Vito dei Normanni - 4. Lu sule calau. - 5. Sutt’acqua e sutta lentu. - 6. Kalinifta. Tracklist THE BUSKERS: 6. Oro se da beata ‘bhaile - 8. Down the broom + Lucky in love - 9. Siuil a ruin - 10. The wild rover.



Le streghe esistono. Urla strazianti da parte di una eletta al rogo, con tanto di partecipazione in presa diretta del volgo che brama l’odore di carne alla brace della sagra degli arrosticini. That’s folk, at all! Tarantella, flauti tamburelli e danze, testi antichi dal sapore incompreso della tradizione orale: vien voglia di fare un bel taglio col presente esistenziale, smettere le giacche di pelle per indossare generosi gonnelloni da tzigana con la treccia d'aglio al collo al posto delle pins. Ma dopo l’orgia del banchetto, sale un pò il nervoso della festa tanta e per forza, e dei noti ritornelli che da generazioni si trascinano per le piazze ed i finti raduni celtici. Ragazzi, dico pure a voi: cosa ci facevate al Mei? Un po’ di respiro con i The Buskers, finchè non scopro che la strega urlante è la stessa, ma che il registro stilistico è cambiato: ora non si danza più in piazza ma si chitarra davanti al fuoco con qualche bongoloide incallito. Lingua incomprensibile, ascolto interessante per chi è in cerca del passato, ma l’assoluta mancanza di originalità persiste, se di originalità abbiamo bisogno… ma no, forse a mancare è un senso.
Contatti: Luca Congedo (sito internet: www.khaossia.too.it, www.thebuskers.it; e-mail: khaossia@virgilio.it, thebuskers@virgilio.it).

La Mise 

reverse angle
medusa

Tracklist: 1. Medusa - 2. Lady - 3. Bad inside. 



Copiaticcio new metal da parte di indecisi sul chi copiare: da Fred Durst ai Deftones, passando per il cammino iniziatico della pioggia di sangue (come se potessimo distinguerla dall’acqua) degli Slayer in chiusura di un brano. Massima aspirazione: Dark Tranquillity. Esiti: provate con qualcos’altro. Ah ecco chi mancava all’appello! Me lo ricorda Adry leggendo il suo account e.mail.
Contatti: Reverse angle (e-mail: adry_metallica900@hotmail.com)

La Mise 


francesco garoia
performed something
sognato, suonato e registrato completamente in Camera Mia, alcuni pezzi tempo fa, altri recentemente. Masterizzato da federico allo studio 73 di Ravenna, nella primavera del 2005. La lirica del pezzo 5 è ispirata ad una poesia di Mauro Bertozzi; ringrazio tutti coloro che mi hanno aiutato e tutti coloro a cui mi sono ispirato. Vogliatevi bene

Tracklist: 1. I need to think – 2. Performed something – 3. Another hollow War – 4. Rainy days - 5. I can see her - 6. Tele-visions break my mind – 7. Silence now – 8. A giddy collapse – 9. Peaceful moment?     "Cosa voglio fare di queso progetto? Non ne ho assolutamente idea... Mi sono semplicemente ritrovato a vent'anni con la passione della musica fai-da-te-in-casa-come-vuoi e con l'astio più assoluto verso le discoteche, le radio (?!?, n.d.r.), i programmi musicali televisivi che non danno molto spazio all'attività celebrale (per fortuna! n.d.r.). Mi sono ritrovato, quando il tipico ventenne pieno di vita va a ballare l'house, a chiudermi in camera mia e sfogarmi sul mio povero quattro piste. Ecco cos'è questo demo! Un semplice sfogo, un puro bisogno di suonare per sentirsi meglio! Un'auto realizzazione! E via dicendo... ora, la cosa che più m'importa è farlo sentire un pò in giro, a gente nuova, che magari mi chieda collaborazioni o mi sostenga in qualche modo, mi di asuggerimenti, non saprei! Io mando, non pretendo nulla, poi si vedrà... Francesco"



Schifiltosamente mi appresto ad ascoltare lo “sfogo”, piena di malevoli propositi nei confronti di un pessimo involucro e di una penosa presentazione. Ma… ohibò: il ragazzo si sfoga, sì, ma non è malaccio, mentre dipinge con dolore romantico le sue note. Una sorta di Lord Byron della pianura padana, che invece di rimirare la spuma biancheggiante del noto scoglio ritratto da Friedrich, perde lo sguardo nell’orizzonte degli scarichi industriali delle raffinerie di Ravenna. Il succo è lo stesso. Il viaggio pindarico inizia con I need to think: ricorda vagamente Nina Nastasia soprattutto per lo strano timbro femminile di questa vocina tenera. Un futuro da Farinelli? Performed something: chitarre piene e lussureggianti di verde pisello. La registrazione “in camera mia” qui si sente, anche la batteria elettronica e tutti gli effettacci. Un pò démodé la distorsione continua, ma il pezzo è carino da ascoltare. Definisco il suo genere sicuramente come: new-rock-emo-rock-post-punk-rock. Gli accordi fraseggiano efficacemente al posto della voce. Another hollow war: l'inglese in quanto a pronuncia va perfezionato a qualche istituto anglofono, si sente parecchio! Rispuntano strane voci femminili, ma c'è una corista? Dimmi che non sei tu, o almeno non fare la figura da Justin Timberlake ti prego! Rainy days: I Sonic Youth dietro l'angolo. Tele-visions break my mind: un campionamento telegiornalistico introduce questo pezzo costruito dalla tristezza su di un ordito di buona tecnica, che prosegue in sordina per tutta la durata del pezzo, ripetitivo ma interessante. Gustosa anche l'outro di mancata sintonia canale, stupido espediente che funziona. Silence now: al quinto pezzo le chitarre ed i languidicismi diventano un pò pesanti da reggere, ma l’ascolto è molto dolce, tengo botta. Prodotto molto americano. Gli piaceranno senz'altro i Pearl Jam, gli Alice in Chains e compagnia bella…  anche se noto una forte analogia anche con i nordeuropei Motorpsycho di "In the family" o "Stalemate".  Consiglio come a tutti di dimenticare il passato e cercare una solida espressione autonoma. Complessivamente, la Mise eroga una confotevole pacca sulla spalla. Note di effimero estetismo: le sculture di babbo Franco non sono male, ma malissimo vestono il tuo prodotto. La copertina è orribile, è un peccato!
Contatti:  Francesco Garoia (sito internet: www.francesco-garoia.tk; e-mail: francesco.garoia@libero.it).

La Mise 



arie
o gliarie
cenni da basilisco

Tracklist 1. Interno 13 - 2. Nuovi confini - 3. Il vero scopo della luna - 4. Un vero artista - 5. Vivere senza ragione - 6. Dacci ora un grande si - 7. La ronca di Sam - 8. Nma... - 9. Si sente una... 



La voce è brutta i testi peggio, la musica il solito popbarrarock, non so che cercano. Niente mi incurosisce o mi trattiene dall'ascoltare più di quanto necessario. Spulcio nel sito web nella sezione "recensioni" - che mai e poi mai annovererà questa mia – e la trovo zeppa di osservazioni gratificanti nei confronti di questo prodotto musicale “condito di armonia, melodicità, capacità compositiva e testi importanti”. Ma c’è un fanalino di coda che sottolinea “la assoluta mancanza di originalità”. La Mise non è un orso per partito preso. Il webmaster è un pigrone o non fate date dal 2004?
Contatti: Ivan Romano ( sito internet: www. arieweb.it; e-mail: arie@arieweb.it)

La Mise 



pavic

anteo records

Tracklist 1. Summer ‘98 - 2. Death alley driver.
Chris Catena: voce; Aleks Ferrara: basso; Lorenzo Antonelli: tastiere; Marko Pavic: chitarra; Daniel Flores: batteria.


Marko Pavic da Belgrado, dopo essersi trasferito a Roma ed aver creato una sua band (dal nome assolutamente fantasioso: Pavic) invia una demo con due pezzi tratti dal suo primo LP, “Taste some liberty”. Il suo lavoro, pur essendo ben fatto, non sembra essere portatore di nessuna novità nel panorama musicale internazionale. Il ragazzo, però, è giovane e questo è il primo disco, che potrebbe essere definito di formazione. Leggendo la biografia, si apprende che fra le band preferite del serbo ci sono i Deep Purple, i Rainbow e gli Europe. Possiamo aggiungere solo questo: questi celebri gruppi gli piacciono talmente tanto, ma talmente tanto, da essere riuscito a comporre delle canzoni perfettamente identiche alle loro! E non si è fermato qui: infatti, Kee Marcello degli Europe è uno dei guest musician del disco. E bravo Marko il fan! Riuscirà un giorno a sostituire i suoi idoli con se stesso?
Contatti: Pavic (sito internet: www.markopavic.com). 

Eva Evi


layher

Foggia, 2001

Tracklist: 1. Traccia 1.
Antonio Conte: voce solista; Marco Pignatiello: basso e cori; Fabio Falco: chitarre; Oreste Padalino: batteria e percussioni; Marco Ferrandino: chitarra e cori.
Esperienze musicali: oltre 300 serate live tra piazze, pub, locali, discoteche, festivals e concorsi. Miglior inedito al Biccari Rock Festival nel 2002; Miglior inedito al First Sound 2004; Primo classificato al Rocchetta In Rock 2005; ospiti al Premio Augusto Daolio 2001 e 2005; partecipazione a Spazio Giovani 2005; spalla agli Extra (P.F.M., Equipe 84 e New Trolls); spalla ad Enrico Capuano e Tammuriata Rock; spalla ai Buscaya e Big Band Orchestra; registrazione di tre brani inediti nel 2003; registrazione di 2 brani inediti ‘demo’ a Roma presso gli studi di Enrico Capuano; registrazione del primo disco da ultimare entro Gennaio 2006; gruppo tra i vincitori di Sanremo Rock 2005.

Il CD dei Layher contiene, contrariamente a quello che c’è scritto in copertina, un solo brano e non due. Già questo non è una buona presentazione, ma purtoppo siamo in Italia, il paese dove le parole, anche quelle scritte, hanno un valore puramente simbolico. Il pezzo si inserisce a buon diritto nel filone delle canzoni melodiche italiane (non si capisce perché al gruppo sia stato dato quel nome criptico invece di uno tipo “gli sdolcinati” o “i maladi d’amore”). La cosa più bella della canzone contenuta nel CD sta nel sollievo che si prova un attimo dopo la sua fine, quando si ringrazia il cielo che non sia durata un attimo di più e i Layher non abbiano mandato un intero LP. Ci sentiamo di consigliare caldamente i Layher a chi soffre d’insonnia per addormentarsi o a chi non possiede un cane da guardia, per mettere la loro musica nell’antifurto per spaventare i ladri.  I Layher da Foggia dimostrano però una notevole dose di coraggio (o forse incoscienza) fornendo i numeri dei loro cellulari sul retro della copertina del loro CD.
Contatti: E-mail: pizzo58@catalnet.it

Eva Evi


un_kind

senza titolo

Tracklist 1. New old era - 2. Systematicha - 3. Sick god inferno.



Finalmente un pò di smanettoni! A forza di Rengate e Peluati tutta questa energia mi risveglia dal torpore. Metal hardcore prodotto da anni e anni di Korn studiati a tavolino, densi di Phil Anselmo e Max Caballera a guisa di angelo destro e sinistro dediti al Mefistofele Un_kind. Nulla di esaltante nelle parti vocali, nulla di nuovo tra una grancassa e l’altra, ma amo talmente certi Deftones misti al pesantume degli Skyfire che ascolto volentieri questa produzione (molto ben prodotta) sonora. Sicuramente vanteranno un live energico, insieme ad una nutrita schiera di accoliti borchiati dalle mutande di peluche. Ricordano ancora troppo gli anni ‘90 (questi ce l’hanno ancora con Bush padre), ma la pozza nera nella quale giace l’anima metal della Mise mi ribolle nella pancia soprattutto apprezzando certi refrain degni di un tester umano di colluttorio per gargarismi. Solo una considerazione (sempre a sgolarmi pure io): perchè non provate a dirlo con parole vostre?
Contatti: Un-kind (sito internet: www.un-kind.com)

La Mise 



sudigiri feat. insooner
senza titolo

Tracklist 1. Track 1.

Poppettinorocchettinorappettinohippoppettaro. Non so se avete presente dj Francesco. Ragazzi spero per voi abbiate sedici anni. La batteria non ha un disegno, il basso è un esercizio di  slide dietro l’altro, le chitarre abbozzano un contorno definito come 2 decimi di diottrie, e le due voci si rincorrono in un testo che parla di un sentimento interno come l’ascesso ad un dente. Consiglierei di separare le vostre strade. O di venire smentita con un prodotto decente, fate sentire cosa sapete fare: cos’è sta roba?
Contatti: Sudigiri (mail: suonirari@yahoo.it).

La Mise
postato da: LaMise alle ore 00:43 | link | commenti (3)
categorie: blasfemous reviews

blasfemous rumours
music club #159
febbraio 2006

la mise non è acqua...
…come disse giorni or sono, baldanzoso approcciandosi, il giovanottone in assetto da intorto fulmineo dall’alito condito di jack daniels: “Certo che sei veramente una persona di gran classe: te lo dice uno che lavora da Prada. Faccio il magazziniere, ma qualcosa ci capisco lo stesso".
Talmente geniale da meritarsi l’intro. L’ outro invece molto meno sollazzante la trovate dopo la acclamatissima sezione della posta del cuore, spazio dedicato alle lettere e a tutte le cose che si mandano – in generale. Ma suvvia! Godetevi le odierne chiacchiere a discapito di chi chiacchiere infligge alla vostra reputazione, casomai ne aveste se una da salvare… ricordate che la realtà supera sempre dig ran lunga la fantasia.

tubi tubi
Si racconta che Lenny Kravitz abbia mandato in tilt le tubature del condominio di uno dei suoi appartamenti, per l’ammontare di circa 300 mila dollari di danni, intasandole di calce - fu la scusa - a causa dei lavori di muratura perennemente impellenti. Pare che anche il fiume Po sia denso di tali residuati, tanto che attraverso la raccolta dei campioni idrici si sia riusciti a risalire al consumo pro-capite di cocaina nel milanese (operazione degna della più fervida fantasia degli sceneggiatori delle gesta della Banda Bassotti). Altre tubature del genere laringoiatra sono da tempo andate in tilt, causando il deterioramento della situazione già precaria di James Brown, in un video presente nel portale (guarda la coincidenza) youtube.com.



L’ultima del Padrino del Soul racconta le gesta di un pazzo furioso che si accanisce contro la moglie a sprangate per mezzo di –appunto – un tubo di non specificata origine finchè non decide di scaricare il contenuto della sua pistola contro la macchina della terrorizzata che fuggiva. Orgoglioso della propria prestazione testosteronica da disco d’oro, durante l’ intervista di cui sopra in cui racconta orgoglioso l’accaduto il buon James si esprime autocitandosi come un pazzo: “I feel good” e “I am single and ready to mingle”! Li mortacci.

jalla! jalla!



Omaggio ad uno dei miei film preferiti, nel quale rocambolesche situazioni dense di figure di merda ben introducono questo ammontare di incredulità. Quella simpaticona di Alanis Morrisette (ricordo ancora la sua esibizione al Monza Rock decenni or sono, quando ritardò di qualche migliaia di preziosi secondi l’esibizione del postnucleare Trent Reznor, attardandosi a volteggiare con i gonnelloni, impantanata nell’ ennesimo plurimo bis; ringraziando commossa e ignara del vocabolario locale all’ascolto degli inni a lei dedicati, così pressappoco recitanti: “Pu-ttaaaa-naaaa”) dovrebbe imparare a spalancare la bocca solo per intonar i suoi stornelli. Durante il suo primo concerto in Perù, risponde alle ovazioni del pubblico esclamando: "Grazie Brasile". Ancora corre. Gery Halliwell rincorre ancora invece il disattento ma simpatico (simpaticissimo) annunciatore che, invitata la star a firmare dischi nella sua città natale Watford, per due volte l’ha confusa con Kylie Minogue. Tappa per nana tutta tana. Ottima per nascondersi dopo che il suo cagnolino Harry decide di irrorare di bisogni lo studio di Tony Bleeeeah! durante una visita ufficiale. Barzelletta: Robbie Williams e Bono si incontrano ad una festa: "Ao! A Robbie tutto a posto?" con mega pacca sulla spalla "Eccome no Bono, sto A guardando quel quadro, è fantastico!" sottolineando il gesto con scherzosa stretta di palle al compagno ricambiando la poderosa manata. "A Robbie” proclama il Mosca Cieca ”ma che ‘n ce vedi? Quella è una finestra!". Segue calorosamente un invito da parte della Mise per l’utilizzo creativo del pertugio. Da parte di entrambi.

maccacavolo!



Chi non vorrebbe essere vicino di casa del papà del pop(ò)? Grazie a Paul “Macca” Cartney possiamo oggigiorno adorare escrementuosità degne del nome di Oasis e leggere stramberie degne di chi si ritene padrone dei cambi metabolici del proprio animale domestico. Grazie all’accurata testimonianza di Sir Norman Cook, vicino di casa di Paul a Hove, vicino Brighton, meglio conosciuto come FatBoySlim (uno che dal nome pare usare la bussola al posto dell’ago della bilancia) ci sentiamo un pò vicini anche noi, soprattutto all’orrore destato negli animi di tutti gli enti protezione animali scatenatisi per l’occasione. Munitevi di sonorità adeguate (a scelta tra le due produzioni) e leggetevi dotati di colonna sonora lo sfogo da vicinato del dj più famoso d’Inghilterra:
“Il problema peggiore di aver Paul come vicino di casa è che noi lasciamo spessissimo gli avanzi del barbeque soprattutto per le volpi (attenti che non vi emergano Nessie e Godzilla a fare a cazzotti per lo sbrindello di salsiccia): e lui ha un cane vegetariano. (!!!) …L’anno scorso ho organizzato un barbecue per il mio compleanno e come solito ho buttato in spiaggia tutta la carne avanzata (chiaro esempio di civiltà). Il cane oltre che vegetariano anche bulimico (more human than human come direbbe Rob Zombie) non ha perso tempo ad ingozzarsene, ma subito provvedendo naturalmente all’espulsione di troppa grazia a causa dell’indigestione occorsagli. Ovviamente il cane stette malissimo,ed io mi sono molto arrabbiato per questo.” FatBoy ha anche dichiarato che lui e Paul sono comunque molto amici soprattutto a causa della crisi del suo matrimonio con Zoe Ball, star della tv inglese.



“C’è stato un episodio in cui abbiamo litigato e  pubblicamente ci siamo lasciati per due mesi, dopo un matrimonio durato sei anni. Paul mi offrì la sua spalla su cui piangere, consigliandomi di andarmene  per un pò dall’Inghilterra almeno finche non si fossero calmate le acque (ed evitare barbecue deleteri per il proprio integerrimo cagnolino, soprattutto)”. Le rivelazioni sulle strane abitudini alimentari del cane dello scarafaggione hanno destato parecchie preoccupazioni tra gli animalisti. L’esperto di animali Anthony O’Neill avverte “E’ strano per un cane essere vegetariano, considerato che per natura è carnivoro” (quanto lo pagano per esprimere cotali afflati di sapienza?) e aggiunge sapientemente che: ”Un cane sottoposto a cura vegetariana incorre a gravissimi rischi per la propria salute” ora che anche il signor O’ Neill ha verdettato, che qualcuno vada a infestare di barbecue la suddetta spiaggia, e rapisca il povero barboncino dalle grinfie della testa di raperonzolo.

bad habit
L’ultima controversia moralistic-onanistica causata dalle abitudini sociali del web, riguarda Greg Graffin, meglio conosciuto come la voce dei Bad Religion. Pare che (qualche foto in parte censutata – che allego - testimonia) si diverta a scambiare visioni di liquidi corporali con qualche interessata fan per mezzo di tali diavolerie tecnologiche. Incredibile come l’incarnazione del punk rock riesca a scatenare cotanti dissensi da parte dei fan che a loro volta si definiscono alternativi e rock’n’roll. La mise basita.



la supposta del cuore
A tutti quelli che pongono la Mise al primo posto tra le donne più desiderate (secondo il loro modestissimo parere) rispondo soavemente: il mistero alimenta il fascino (autorevolissimo aforisma della maestra Monica Bellucci) ma la realtà picchia peggio di Ivan Drago. Lasciate Mise alla Mise! E non perdete tempo ad innamorarvi, lasciatelo fare agli annoiati. Spero che il messaggio venga recapitato a dovere a tutti quelli che non fanno altro che sfidanzarsi e fidanzarsi con le stesse persone come Penelopi al telaio della monotonia, ma che perdita di tempo!



Vi prego di non prendere esempio da quei noiosi degli Smashing Pumpkins, in odore di reunion spargendo false voci riguardo ritorno della passione e ritrovato amore tra i componenti del gruppo, in realtà dimostrando soltanto una grande incapacità di cavarsela da soli… a proposito mi sovviene or ora dall’ A.N.S.I.A. la scontata notizia della separazione di Sheryl Crow dal suo fidanzato Lance Armstrong, pluri campione del mondo di ciclismo, scampato al necrologio di Moonfish grazie ad un ben piazzato cancro ai testicoli (che, la sella era scomoda?) e scampato infine appena in tempo al matrimonio con la Cheri mica tanto.



Ma passiamo all’unica dimostrazione di affetto che condivido con  voi questo mese (caspita! casella scevra da insulti questo mese, un record!), visto che sto per cimentarmi io più avanti con speciali invii: “Cara Mise, i maxi gambaletti ke mi hai regalato sono stupendi (anche antipelo), ma mi si arrotolano se cammino. Cosa posso fare? tua affez. ma lettrice. MM” Cara MM ti consiglio di dotare adeguatamente di reggicalze le tue femminee curve onde unire l’utile al dilettevole, insieme a qualche sana manata contenitiva ; ). Suvvia, non mi ti imbacuccare come la befana, che il tempo dei doni è bello che passato.

telemise
Appendice all’angolo della posta, invio tante belle cose a quella simpatica signora che ha collaudato mio malgrado l’ABS ed Airbag della Mise Mobile, fuggendo impunita e lasciandomi pregna di nostalgia nei confronti del pedale dell’acceleratore.



A tal proposito, essendo molto indecisa tra tutte le belle cose, e sperando che come altri la suddetta sia mia affezionata lettrice, lascio a lei la scelta:



BUSTA A: in odore di Olimpiadi invernali alle porte, auguro un bel salto dal trampolino del guardrail del viadotto autostradale nei pressi di Pescara, con in omaggio il tour panoramico sulla catena montuosa del Gran Sasso, prima della soave planata sul più scosceso dei dirupi sottostanti. Disponibile qualche lupo a completare l’opera con qualche ricamo ad effetto macramé sulla carcassa dolorante.



BUSTA B: L’opportunità di finire incastrata tra i binari mentre passa il nuovissimo treno ad altissima velocità ETR 2000 chilometri orari su cui viaggia la Mise imbronciata costretta ai mezzi pubblici che odia con tutta se stessa.



BUSTA C: L’emozione di esplodere fragorosamente durante una Grossa Grassa fuga di gas metano a Falconara Marittima mentre sempre accidentalmente la Mise in gita con Nooz scarica una cicca di sigaretta nei pressi della sua auto furbacchiona.



Suvvia Signora, sto scherzando, che se l’è presa? A voi tutti invece, l’augurio di non tagliarmi mai la strada e non riuscire a fuggire impuniti. Baci a catinelle e al prossimo Mese dalla Mise. KISS KISS!
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blasfemous rumours
musicclub #158
gennaio 2006

de bello gallico


Quel gallo di Vincent Gallo (citato anche nel file Megahertz per le languide chitarre) ha messo in vendita on-line qualcosa di ugualmente interessante ma meno poetico, mostrando istinti da macho filtrati da mera venalità da commercialista, e creando un mix irripetibile di maliziosa esosa voglia di donarsi alla causa della procreazione, (così poco di moda da queste parti occidentali soprattutto a causa di certi malevoli esemplari da riproduzione).



Ma è da quando mi giunse la fatidica newsletter proveniente dal sito ufficiale del chicco ricco (visibile e desiderabile genitalmente in the Brown Bunny, altra visione caldamente consigliata) che la Mise in ossessione da macho man ha finalmente deciso di comprare il salvadanaio (di fattezze suine) per mettere da parte il milione di dollari necessario all’acquisto di un campione in vitro del suo liquido (in)seminale .



L’aspirazione suprema consiste nel riuscire a farsi fare lo sconto dei 500.000 dollari richiesti nel caso in cui si desideri procedere all’inseminazione nella maniera tradizionale (se no che gusto c’è), a meno che la star pensi che la suddetta acquirente non sia una fatalona supersexy (chi di voi osa non pensare una tal cosa della Mise?) e quindi rinuncerà alla somma aggiuntiva. L’ammontare della cifra risulta necessario a coprire (per chiunque fosse interessato) "Tutti i costi relativi alla procedura di inseminazione".

Ovviamente non sono inclusi i diritti riguardanti l’utilizzo del prestante cognome, anche se sussiste una altissima possibilità che l’eventuale nascituro maschio erediti tutti gli otto pollici delle grazie del papà (visionabili senza censure nella scena finale del controverso Brown Bunny),



mentre per la eventuale bimba sarà almeno assicurata la carriera da iettatrice o attrice a scelta (vogliamo parlare del cancro alla prostata che l’Angelico augurò e fece magicamente pervenire al critico cinematografico Roger Ebert il quale semplicemente facendo il proprio lavoro, non giudicò di una bellezza stucchevole – anzi diciamo pure che dichiarò "quanto di peggio si sia mai visto a Cannes" -  “Brown Bunny” in concorso nel 2003?).
Ma non consideriamo gli effetti collaterali, e concentriamoci sulle certificazioni di originalità e di assoluta qualità del prodotto, così come viene accompagnato dalla didascalia descrittiva:  "Il materiale è garantito esente da residui tossici, alcool, droghe, malattie ereditarie, senza parlare del fatto che il signor Gallo è un pluritalentuoso esemplare di maschio latino trapiantato in america, attore, musicista, compositore, atleta e motociclista (!!!)". Il sito delle memorabilia, consultabile attraverso l’indirizzo www.vgmerchandise.com, oltre a dare spazio a cotali stranezze nella sezione miscellaneous (…), è fondo di magazzino di memorabili inutilità quali locandine del film autografate, abiti firmati dismessi, accanto ai tradizionali supporti di diffusione del proprio prodotto cinematografico e musicale. Finchè Vincent non troverà pace in una identità, ben altre checche ci riserverà in futuro (gli manca solo quello). Gallia est omnis divisa…

checche di mamma
Parlando di galli, Ricky Martin appare double in questi due scatti meravigliosi provenienti dai luoghi laddove risuonano ukulele invece delle zampogne a Natale. “Personal trainer” sembra un gran bel nome in codice per l’accompagnatore, ma abbandono l’indagamento per assoluto disinteresse alla questione, in quanto il lucidato dal sole Ricky mi ispira la stessa tenerezza di un topo meticcio spalmato sull’asfalto da Maradona in giro in Porche Carrera. Praticamente: pena.



A proposito di strani connubi: quale mago del fotoritocco ha infilato Meg White nella line-up dei NIN? Qui foto ci cova, e qualche strana voce riguardante qualche problema all’apparato a percussione di Trent. Trent per l’appunto: se la risoluzione ve lo permette, riuscite a decifrare la quantità di sedute di lampada abbronzante cui si è sottoposto il Reznor ex trucidissimo senonchè ex mio boscaiolo preferito per raggiungere una tale lucidatura di pelle percossa dal sole - pure lui? Che un personal trainer ci covi anche da queste parti? Spero in uno spassionato amore per il surf turistico alla Keanu Reeves piuttosto.



Rotelle al posto dell’acqua e delle mancate sinapsi del proprio sistema connettivo celebrale, Fred Durst (chi? aah queello) si è inventato una rampa da skate per abbattere la solitudine ed invitare chiunque voglia a farsi un giro nella sua villa, di cui fornisce dettagliato indirizzo, che non vi fornisco in quanto sfido chiunque ad essere interessato. La malinconoia. Ma se Elton John e David Furnishsono finalmente convolati a nozze lo stesso giorno della entrata in vigore in UK della legalità dei matrimoni gay (onde accaparrarsi il primato della tempestività) è di pochi giorni or sono la notizia delle nozze tra Dita Von Teese e Marilyn Manson, la cui in-definizione per antonomasia li ha costretti a rifugiarsi tra le braccia di una legislazione veramente molto permissiva (strani esperimenti sessuali entrambi, pur se non mi starebbero per niente antipatici come vicini di casa) e a convolare a nozze in Irlanda nel Gurteen Castel in Tipperary County.
Sua noiosissima normalità in confronto, Gwen Stefani è finalmente rimasta incinta di suo marito – incredibile – il leader dei Bush. L’argomento mi incuriosisce per come riuscirà a gestire il proprio disordine alimentare, del tipo (fashion over all) anoressico e bulimico, passione che detiene in comune con una Lindsay Lohan la quale per rifarsi un po’ di carne intorno alle ossa si è catapultata nelle droghe facendo creando però un bel casino al suo metabolismo.



mac forever, fuck forever
Cercando di distrarmi, mentre scovo in Russia un sito interessante da dove scaricare interi album ad un prezzo ridicolo rispetto alle tariffe applicate nel resto del mondo e cerco di manomettere i codici di resistenza di cessione dati della mia carta di credito per l’acquisto di un sanissimo I-Pod (a parte quello nero firmato U2 che secondo me porta sfiga) vengo intercettata direttamente dalle dichiarazioni di Pete Townsend che come scarica elettrica interdice il proceed per l’acquisto grazie alle spaventose dichiarazioni a riguardo: "L’I-Pod fa malissimo alla salute!!!". Mentre immagino scenari apocalittici di ultime generazioni completamente edoniste capaci di impazzire per il lucidissimo involucro rigato del nuovissimo i-pod nano (che pare autosfregiarsi neanche a guardarlo), proseguo con la lettura della dichiarazione per intero: "Ragazzi state attenti perché a causa dell’ascolto in cuffia in sala prove mi sono giocato l’udito" alchè rispondo stizzita: "ragazzi state attenti a Pete per chè è un ex pedofilo pluri-indagato, e l’udito se lo è perso a causa della punizione divina che spetta a coloro che come lui hanno il posto prenotato accanto ai ciechi a causa del troppo onanismo". Mi sa tanto di boicottaggio pilotato dai soldoni di qualche concorrente mi sa. Se la Mise Mac, Pete Doherty Fuck, ma non più con la Kate Moss, che lo ha lasciato dopo aver vista compromessa la propria carriera da testimonial di tutto. Il famoso tossico inglese dichiara a proposito che non è a causa del crack che si è ridotto così il cervello ma a causa di un paio di botte in testa ben centrate che lo hanno portato a soffrire di allucinazioni fin da piccolo. Spero nelle allucinazioni anche per lo spettatore dello show in LA dei Depeche Mode (incredibile alto tasso di prostituzione all’uscita dei biglietti per uno dei due show italiani ormai imminente, compreso l’episodo increscioso di cui la Mise è stata vittima, quando le è stata offerta la sverginità in cambio dell’agognato talloncino). Credo che mi terrò in serbo il bel ricordo di un Palamalaguti ormai in bianco e nero se è vero quel che riferisce lo spettatore di cui sopra: "Un Martin Gore vestito come un “gallinaccio dark” (strenuo tentativo di interpretazione della cover del disco?), un Andrew Fletcher che invece di suonare sbatte le manine e indica il pubblico onde allenare il ditone a contare i soldoni dopo lo show, ed un Dave Gahan appetibile soprattutto al pubblico omosessuale" (ma cosa ci sarà di male poi). Peccato perché Playing with the Angels mi piace un casino e non vedevo l’ora di ustionarmi il pollice con l’accendino come si faceva tanti anni fa ai bei concertoni a zaino e coperta da stadio. Non demordete, voi che avete omaggiato i ricettatori della dentiera di nonna Santina onde procurarvi l’ambito pass per l’inferno sonoro. La Mise sarà con voi soltanto spiritualmente, sigh!



Spero di rifarmi punendomi con i Tomahawk di Mike Patton (non è leggenda che sia accanito santo bevitore del proprio liquido corporale onde trarre supplementare ispirazione per il proprio lavoro di protocompositore dalle corde vocali sfaldate per cervelli stremati - indimenticabile con i Fantomas) che spero presto tornino a calcare questi palchi dimentichi di Dio. Se non chiedo troppo magari pure i Jesus and Mary Chain (in odor di sala di incisione) ce li infilo in coda alla lettera per la Befana, che non si sa mai che alla fine è vero che passa la nonnina sulla scopa a risolvere desideri.



Possano aiutare ad elevare i nostri spiriti persino le Suicide Girls (le inverosimili protagoniste del singolo d’esordio dei Probot, giovani, estreme, e disponibili su internet) le quali si stanno riversando nelle strade della redenzione attraverso la dipartita in massa dal Suicidio, ai più gloriosi lidi di “Gods Girls punto com” (pare infatti che vi siano quasi mille euro di differenza tra uno scatto fotografico fatto con la Suicide ed uno con la Gods). Ma che sante donne.



miserere - supposta del cuore
Outro al sapore di posta, che torna di gran carriera, intasandomi le coronarie della tranquillità emotiva e della totale assenza di stimoli sentimentali, ormai completamente assorbiti dalla disperata ricerca di una risoluzione ai Vostri dilemmi.
Jil ’79 mi rivolge preghiera accorata :"Il mio matrimonio sarebbe perfetto se solo non esistessero camicie da stirare" alla quale io rispondo dichiarando che "certe relazioni sarebbero perfette se non esistessero matrimoni"; Faustino B. (un rapper?) chiede invece: "cosa regalare per ottenere attenzioni dall’amata che a sua volta non riama" (un rapper!), direi troppo facile:"uno zerbino onde mimetizzarsi e cercare così l’unico possibile motivo di contatto durante lo strenuo tentativo di recuperare dalla suola un chewingum strapazzato dall’asfalto ". Grande sorpresa mi serba Casanova ’70, il quale dichiara di possedere dati certi sul mio tema natale che lo ha portato a scoprire che la Mise è gemella dello zodiaco della sua innamorata, e per questo chiede il suo consiglio fondamentale per una conquista fulminea:" Caro Casanova: con la Mise, vince chi fugge, ma rimani sempre visibile anche da lontano". (Caspita un vero consiglio!).  In extremis mentre scrivo Max mi tiene aggiornata telefonicamente sui movimenti dello stereo della sua vicina di casa, di cui non capisce gli intenti, visto che vanta autografi originali della Bertè ottenuti grazie notti all’addiaccio a fare la fila alla Feltrinelli a Roma per la presentazione del BabyBertè (questo dichiara circa i propri fan la divina pazzia) ascoltando Joy Division in cuffia. "Serve una prova di forza: invitala al concerto dei FooFighters, se accetta, è semplicemente una eclettica disturbata con possibilità di ritorno, altrimenti scappa via a gambe levate". A proposito di scappare : sta per sfuggirvi da sotto mano anche la Mise, con tanto di scopa e regali in assetto da guerra, pronta a sganasciare di lacrime gli impressionabili nipotini sotto le neanche troppo difficili vesti della Befana. BU! Alla prossima Mise.
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blasfemous reviews
musicclub #158
gennaio 2006

buone 2006!
Sproposito a capodanno, obbrobrio tutto l’anno, esclama la vetrina di un confuso negoziante di viale Umberto I di Civitanova Marche, gelido paravento sugli invenduti natalizi, tristi come orfani, ma sempre fiduciosi come tutti del futuro (tanto alla fine c’è sempre la Befana - come dice Shake guardandosi allo specchio ogni mattina). Ma se neanche la scopa più dispensa meritati doni, rimane pur sempre il miraggio di una primavera sempre più tiepida ma ormai quasi alle porte. Questo freddo, che tutti gli anni ci regala argomentazioni fendighiaccio in ascensore, peggiora, e pare che la Merla abbia usufruito dei finanziamenti a fondo perduto per il prolungamento dei giorni a lei dedicati, regalandoci un abbraccio gelido come gli auguri di natale di zia Stronzia. E lungo come le nenie natalizie di chi si ingozza unicamente dei propri guai e guai vomita addosso alle candide camicie di forza di sopportazione di chi non gliene frega un *** . Buone 2006!



E’ quasi mezzanotte. Guardo la Torre degli Asinelli di Bologna col naso all’insù come una specie di Casa di Dio rovesciata attraverso il parabrezza gelato di un’auto in divieto di transito per il centro, presagio funesto alla prima multa del 2006.
Bologna con la bocca cucita dal freddo raggela gli intenti estetici della Mise, reduce da un vuoto ma stiloso Link, e fiduciosa nei confronti di una serata incerta, ma che avrebbe pagato Bono per tornarsene a nanna rivolgendo sotto il piumone un esplicito gesto ai rivoltosi del TPO in assetto da rissa.



Attori improvvisati di una scena degna della migliore tradizione omerica, con tanto di contesto fatto di violenza gratuita, impassibili Andromache che accettano stoicamente la visione delle ferite inferte, Elene di Troia urlanti e piangenti, donne del volgo che implorano la pietà del nemico, l’eroe (o antieroe) stramazzato al suolo, l’antieroe (o eroe) che infierisce sul corpo del nemico ormai straziato, le cariche dei rispettivi eserciti dai vessilli confusi, che danzano come flussi magnetici verso la difesa o l’attacco. Un pubblico risucchiato dal vortice di energia tangibile, fatto di rumori familiari ma esasperati o inconsueti in certi contesti, come la frequenza di certe estensioni vocali, o l’inedito rumore delle nocche che si incontrano e si abbracciano come ingranaggi meccanici. 



Soundtrack di bottiglie spaccate sull’asfalto offrono il preludio alla Pollock degli schizzi di sangue che non arrivano mai. Attaccabrighe dalle braghe ormai intrise di umori fecali, i rivoltosi si disperdono: neanche le sirene della polizia ad ammaliare la Mise Ulisse che si unisce agli spettatori annoiati a farsi ridare il prezzo del biglietto dalle maschere di sangue per uscire dalla rissa ed entrare nel locale, dotato del trespolo su cui la Mise in mise punk-cabaret alla Dresden Dolls si appollaia ad osservare i giochi dei grandi. Nessuno con cui fare delle chiacchiere costruttive per l’articolo che sto stylando, e già in fase tappi per le orecchie data la pessima selezione musicale, ricevo dal più strano degli spacciatori di sonorità il supporto fonografico di Megahertz con il quale tento in extremis di calmare le urla strazianti dell’anno appena nato, già disturbato dalle numerose cacofonie prodotte dal dj in assetto da guerra nei confronti delle mie trombe di Eustachio.



Fuggo in auto col malloppo come Madonna dopo aver dato fuoco al benzinaio in what it feels like for a girl. La plancia inghiotte il cd mentre sotto i lampioni intermittenti scruto questa strana copertina dall’effetto ritocco fotografico anni 40 (interessante l’intenzione ma dal risultato discutibile) e mi appresto ad iniziare il viaggio iniziatico che mi porterà alla scoperta del linguaggio sonoro di Daniele Dupuis aka Megahertz.  Il sopracciglio si anima in una qualche figura geometrica, ma il timpano arresta il pianto, e se ne sta un po’ sorpreso ad ascoltare questo Disco Ring condito di Air, una sorta di aceto balsamico dell’elettropop: malgrado l’istinto mi sconsigli sempre l’abuso smodato del synth (a meno che non si faccia Mode di cognome) mi ritrovo a divorare senza troppa eleganza né estetica questo tappeto erboso sonoro, in perfetta sincronia con il ritmo freno-frizione indotto dal traffico bolognese. Let’s Play.
 
la recensione di capodanno della Mise



MEGAHERTZ
Estetica
Mescal, 2004

Don’t leave me cold. Intro apocalittica che ammalia ma un po’ inganna. Sonorità delirosamente piacevoli e improvvisamente tradite dalla tremenda vocina distorta che rischia di farmi tamponare all’altezza dell’incrocio di via Zamboni con viale San Donato.



Disco Adventure. Titolo che ricorda un brutto incontro televisivo con un Jovanotti ancora imberbe. Vengo sorpresa invece da un pezzo molto piacevole, dotato di una intensa performance di Lele Battista alle parti vocali. Sfiorato il frontale in via Zanardi all’apparire della solita vocina che rovina il pippone sognante.



Sweet Emotion. La Mise francofila applaude al testo in francese, all’oniricità dei già citati Air (di cui il Mega è estimatore, seguace, accolito e - pure - amico si vocifera). Ormai assuefatta alle vocine orribili, si lascia completamente catturare dalla irresistibile sonorità del theremin che sembra immergerla nella strana sensazione che può  dare una insolazione subita in pieno clima invernale.



Space Oddity: in rampa di accesso in tangenziale, eccollallà! l’arma del delitto: il buon vecchio Bowie leit motiv accompagnato dal lupusinfabula Morgan. Ardua l’impresa se non azzardata di proporre questo pezzo di Sua Maestà thethinwhiteduke, talmente nuovo e bello sempre, da rendere questa versione un po’ inutile. Forse.



Estetica. Digerita dopo due ore e mezza di A14 con spargisale, trova la mia approvazione in certi accordi estremamente melodici, tagliati dalla ironica intenzione di inserire nel cantato etereo questa testimonianza di imbecillità campionata a caso dalla tv, appartenente ad una presunta attrice buona solo per essere presa a pugnalate di Paciotti in faccia dalla mattina alla sera.

Mini calcolatore.
Basta poco e la Mise si ritrova fan sfegatata, talmente entusiasta da pagare senza batter ciglio il pedaggio autostradale maggiorato del 2% dal 1 gennaio 2006. La citazione colta dei Kraftwerk innalza Mega nell’Olimpo dei divini estimati.



Pinocchio. Continuano le citazioni dal sapore incredibile. Mi si spezza il cuore a sentire la indimenticabile melodia di Fiorenzo Carpi del film di Comencini, ma ad un certo punto insieme alla lacrima mi scappa la pipì. Mi fermo al bar e lascio volutamente che il pezzo deludente si autoconcluda senza di me, visto che mi lascia un po’ LolloFrigida.



In the corner. Si riparte con qualcosa che ricorda Vincent Gallo quando decide di ammazzarmi di malinconia (con un delicatissimo Marco Carusino alla chitarra), finchè non spunta Moby insieme al sole all’orizzonte dei New Order.



L’eleganza. Intro minimal tecno, outro battiatosa, soprattutto nel testo. In mezzo qualcosa di inutile come un segnale di attraversamento animali selvatici in pieno centro abitato.



Little girl. Mi si foderano spontenamente le orecchie a queste eiffelata dal gusto cecchettiano. Little but not fifteen yet. Ripetuti scivoloni su un synth sdrucciolevole. Lo skip è d’obbligo.

Dangerous Place. Miss Kittin che fa l’amore con l’androide di Fitter Happier dei Radiohead nel veicolo della polizia di BladeRunner.



Please can I go now? Sorprendente cover di una altrimenti annoiosa Hinda Hicks, in originale nelle parti vocali, le cui ultime note si spengono nel garage di casa, in mix olfattivo con il monossido di carbonio e l’odore delle lasagne tenute al caldo per la Mise tardiva.

Ancora con la valigia in mano e grazie ad una debita segnalazione scorgo l’androide Dupuis che fa il Megahertz da Andrea Pezzi di Tornasole su Rai2, mentre cerca sia di suonare accompagnando (come da tre anni a questa parte) il M’ orgagnan (un Marco Castoldi molto Dumas style, gustoso dentro certe camicette) sia di farsi vedere (senza darlo a vedere) dalla mamma e dalle groupie, ma ottenendo il bizzarro risultato di far spuntare i capelli alla lampada del pianoforte di Morgan (un orrendo gioco di prospettive, sicuramente architettata dalla mente diabolica del cameraman che fa a cazzotti tutte le volte con lui per l’ angusto posto sul palchetto dell’esibizione), mentre un operatore inciampa tra i cavi del suo basso, mandando all’aria il theremin, il synth e qualche polistrumento di Sua Virtuosità. Visioni e ascolto caldamente consigliate dalla Mise. www.megahertzonline.com


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